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Immagine d'archivio (©Keystone)

Matrimonio per tutti, "sì" in vantaggio

Il 64% dei votanti, rileva un sondaggio di Tamedia, è favorevole alla revisione del codice civile – Verso la bocciatura dell’iniziativa “99%”

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Il cosiddetto “matrimonio per tutti” sembra avere il vento in poppa, almeno secondo l’ultimo sondaggio del gruppo editoriale Tamedia in previsione delle votazioni federali del 26 settembre, secondo il quale la revisione del codice civile volta a permettere anche alle coppie omosessuali di sposarsi è sostenuta dal 64% dei votanti; i contrari, invece, sono il 35%.

A sette settimane dal voto, gli elettori di tutti i partiti a eccezione dell’UDC sembrano favorevoli al testo; le donne – rileva il sondaggio – sostengono la proposta più degli uomini e i giovani più degli anziani.

Due argomenti principali dominano in ogni campo: buona parte dei sostenitori ritiene che omosessualità e bisessualità siano da tempo considerate la normalità, quindi estendere il diritto al matrimonio porrebbe fine a una disparità di trattamento. Un terzo di essi sostiene pure che lo Stato non dovrebbe preferire una forma di vita ad un'altra.

Gli oppositori ritengono invece che un'estensione non sia necessaria, poiché le coppie dello stesso sesso hanno già la possibilità di ricorrere all'unione registrata. Per loro il matrimonio è riservato alle coppie formate da un uomo e una donna.

 

Verso il no all’iniziativa 99%

I votanti, rileva sempre l’inchiesta di Tamedia, sembrano invece intenzionati a respingere l’iniziativa “sgravare i salari, tassare equamente il capitale” (nota anche come “99%”).

Il 49% degli elettori è al momento contrario all'iniziativa dei giovani socialisti, ma si tratta di un vantaggio risicato, dato che il 45% invece l'appoggia. Gli indecisi sono solo il 6%. Non sorprende il fatto che il testo sia sostenuto solo dalla sinistra (81% degli elettori del PS, 78% dei Verdi), mentre i votanti di tutti gli altri partiti vi si oppongono.

 

L'argomento più convincente per gli oppositori è che un'imposta più alta sui redditi da capitale nuocerebbe all'attrattiva della piazza economica elvetica e, a medio termine, all'economia nel suo complesso. Inoltre, sostengono, la Svizzera distribuisce già sufficientemente le sue entrate fiscali.

I sostenitori dell'iniziativa invece, ritengono che il divario tra chi ha e chi non ha stia aumentando: la proposta creerebbe maggior giustizia tra gente comune e i "super-ricchi", ad esempio attraverso l'AVS, le riduzioni dei premi o le imposte progressive sul reddito e sul patrimonio.

 
ATS/ludoC
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