"Non siamo ancora al picco"

Daniel Koch invita a non allentare le misure contro l’epidemia ma conferma che a Berna si studia la strategia di uscita dalla crisi

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"Non abbiamo ancora raggiunto il picco delle infezioni e per questo bisogna continuare a rispettare le attuali direttive per proteggersi". Lo ha dichiarato sabato a Berna Daniel Koch, il delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19, esortando una volta di più i residenti in Svizzera a limitare gli spostamenti poiché le cifre delle infezioni (20'278) e dei decessi (540) sono in aumento costante, benché non eccessivo.

 

Circa la possibilità, ventilata dalle organizzazioni economiche, che si ritorni al lavoro in tempi brevi (magari con l'obbligo di indossare una mascherina protettiva), Daniel Koch ha sostenuto che se ci fosse a disposizione una soluzione così semplice per attenuare le conseguenze nefaste dell'epidemia "l'avremmo già adottata". La Confederazione, ha assicurato, sta lavorando a una strategia per l’uscita dalla crisi. Gli scenari in discussione sono diversi, ma il momento per pensare a metterli in pratica non è ancora giunto.

Il delegato del Governo, di fronte alle cifre che fanno stato di una forte diminuzione di ricoveri per altre patologie, come gli infarti, ha esortato chiunque si senta malato o stia male ad andare dal medico o al pronto soccorso a prescindere dal coronavirus. Tale appello è stato rivolto soprattutto ai genitori di bambini piccoli che possono soffrire di altre malattie, anche gravi. In particolare, Daniel Koch ha dichiarato che le vaccinazioni obbligatorie non andrebbero posposte.

 
 
Diem/ATS
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