Albert Rösti durante l'assemblea dei delagati UDC a Seedorf (UR) (keystone)

"Non vogliamo 10 milioni di abitanti"

Il presidente dell'UDC Albert Rösti ha lanciato la campagna per la votazione del 17 maggio per un'immigrazione moderata

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il presidente dimissionario dell’Unione democratica di centro Albert Rösti ha accusato gli avversari dell’iniziativa per la limitazione dell’immigrazione in votazione il prossimo 17 maggio di "raccontare menzogne". "Il nostro testo non comporta la disdetta degli Accordi bilaterali con l’UE” ha detto Rösti, sabato, davanti ai delegati in assemblea a Seedorf.

"Considero l’immigrazione come uno delle maggiori cause di spreco di risorse e quale amplificatore delle emissioni di CO2" aggiungendo come esempio "i danni provocati all’ambiente dalla costruzione delle strutture di accoglienza". Rösti ha poi attaccato la “sinistra ecologista” che non “fa nulla contro l’eccessiva immigrazione che è il primo fattore di inquinamento e di distruzione di preziose porzioni di territorio”.

"Non vogliamo", ha rincarato il presidente UDC, “una Svizzera con 10 milioni di abitanti e per questo la Conferazione deve essere libera di poter gestire in modo autonomo la questione migratoria come succedeva prima della firma dell’Accordo sulla libera circolazione”.

L’iniziativa UDC e dell’Azione per una Svizzera indipendente e neutrale, ha “come obiettivo la messa in pratica del testo contro l’immigrazione di massa accettato dal popolo nel 2014”. Rösti chiede quindi al Consiglio federale di annullare l’accordo sulla libera circolazione. In caso di mancata soluzione con l’UE, il Governo dovrebbe comunque porre fine all’Accordo.

Il rischio è quello della caduta di tutto il pacchetto di Accordi bilaterali I. Il presidente UDC ritiene lo scenario “poco probabile ed esclude l’automatismo della rinuncia alla libera circolazione con un sì il 17 maggio”.

ATS/Swing

Condividi