Obiettivi puntati ora su
Obiettivi puntati ora su "Strategia energetica 2050" (©Keystone)

Nucleare, sguardo al 2050

Un "no" corale, ma secondo Verdi e PS il risultato è comunque incoraggiante - Diverso il parere dell'ASPER

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"La gente non ne vuole sapere di un'uscita dal nucleare". A dirlo, ai microfoni della SRF,  il consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE), membro del comitato direttivo dell'Azione svizzera per una politica energetica ragionevole (ASPER). Diverso il parere dei promotori dell'iniziativa "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare" che, nonostante la chiara bocciatura del testo, vedono il risultato come incoraggiante per la lotta della "Strategia energetica 2050". Parola di Regula Rytz (Verdi/BE), co-presidente dell'alleanza degli iniziativisti.

"Non abbiamo fatto niente di sbagliato", ha detto Rytz sempre alla radio SRF. La Strategia energetica 2050 è stata trattata come una specie di controprogetto all'iniziativa per l'abbandono del nucleare. Dopo il voto di oggi la strada per questo progetto è stata spianata. Parla invece di "risultato ideale" il consigliere nazionale Yannick Buttet (PPD/VS), membro del comitato contro l'iniziativa. Anche a suo avviso il voto odierno mostra che la Strategia energetica 2050 ha chance di essere approvata.

Da parte sua, la copresidente per il comitato referendario contro la Strategia energetica 2050 Céline Amaudruz (UDC/GE) è contenta del "realismo" dimostrato dagli svizzeri. Gli autori del referendum depositato a inizio ottobre sono "confortati" dal "no" odierno, ha indicato all'ats la consigliera nazionale. "Il seguito logico è ora di accettare il referendum contro un progetto mal concepito".

m.c./ats

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