In Svizzera, in questo periodo, su circa 100'000 test eseguiti al giorno circa 40'000 risultano positivi (Keystone)

Omicron, test rapidi ormai inutili?

Una ricerca dell'Uni di Basilea evidenzia che i test rapidi e quelli fai da te non servono più con le nuove varianti del Covid-19. Ma i pareri sono discordi

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Secondo un nuovo studio dell’Università di Basilea anticipato da SRF, i test fai da te e quelli rapidi non funzionano più con le nuove varianti Omicron del coronavirus in circolazione ora, tanto che circa il 30% dei positivi sfugge. Si tratta di una ricerca che per la prima volta conferma l'esperienza fatta da medici e farmacisti. In realtà si tratta di un dato che in sé non stupisce chi di test per il Covid-19 ne esegue molti, come è il caso di Federico Tamò, portavoce dell'Ordine dei farmacisti del Canton Ticino.

Vero è che sulla base del nuovo studio dell'Università di Basilea c'è chi chiede di rinunciare totalmente ai test fai da te e a quelli rapidi. E' il caso di Gilbert Greub, medico presso i Laboratori di microbiologia diagnostica dell'Ospedale universitario di Losanna. Anche lui, che ha valutato i test rapidi per conto dell'Ufficio federale della sanità quando sono stati introdotti, considera ormai problematico l'utilizzo di questo tipo di test, soprattutto con la variante Omicron 5. E propone di eseguire solo PCR, ce ne sono a sufficienza - afferma -, e i laboratori hanno le capacità necessarie.

Tuttavia, i test rapidi ha ancora un senso farli, secondo Federico Tamò. In assenza di sintomi il test rapido può essere utile, per esempio, di ritorno dalle vacanze, prima di incontrare altre persone o prima di tornare al lavoro.

RG/Monica Fornasier
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