In Italia, per esempio, per molte attività serve ora il
In Italia, per esempio, per molte attività serve ora il "Green Pass Rafforzato" (keystone)

Paese che vai, regole che trovi

Per recarsi nei Paesi confinanti e per rientrare in Svizzera è necessario, a causa del coronavirus, rispettare vari requisiti

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Viaggiare in tempo di pandemia è sempre più complicato, anche perché ogni Stato ha le sue norme da rispettare contro la diffusione del coronavirus e, soprattutto, regole diverse per varcare la frontiera. Questa è la situazione per quanto riguarda i paesi confinanti con la Svizzera:

Italia: tutti coloro che hanno soggiornato in o transitato in Svizzera nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, si legge sul sito del Dipartimento federale degli affari esteri, devono compilare l’ormai famigerato Passenger Locator Form, e disporre di un Pass Covid. Chi non è vaccinato o guarito dalla malattia, deve disporre di un test antigenico rapido con esito negativo eseguito non più di 48 ora prima dell’ingresso o di un test PCR eseguito al massimo 72 ore prima di entrare in Italia. I bambini al di sotto dei sei anni sono esentati dall’effettuare un test Covid. Dal 6 dicembre, tuttavia, per accedere a ristoranti, spettacoli e eventi sportivi, feste e discoteche e cerimonie pubbliche bisogna per forza essere stati vaccinati o aver già contratto il Covid-19. I soli test diagnostici, per queste attività, non sono più validi, in quanto in Italia è stato introdotto il “Green Pass rafforzato”. L’obbligo di presentare il “Green Pass” – ottenibile anche sottoponendosi a un test – è inoltre stato esteso agli alberghi, ai treni regionali, al trasposto pubblico locale e agli spogliatoi per le attività sportive.

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TG 20 di lunedì 06.12.2021

 

Francia: per entrare bisogna dapprima compilare e portare con sé un’autocertificazione e presentare il certificato Covid. Chi non è stato vaccinato dovrà inoltre eseguire un test diagnostico, PCR o antigenico rapido, al massimo 24 ore prima della partenza (i bambini sotto i 12 anni sono esentati). Le persone guarite e non vaccinate possono entrare presentando un certificato di guarigione rilasciato non prima di 11 giorni e non oltre i 6 mesi dall’entrata sul territorio francese. Questi obblighi non si applicano ai lavoratori frontalieri o per chi entra in Francia in un raggio di 30 km per meno di 24 ore.

Austria: è necessario compilare un formulario online prima di entrare nel paese; chi non è vaccinato deve essere in possesso dell’esito negativo di un test molecolare (PCR) non più vecchio di 72 ore, il test antigenico rapido non è in vece più valido per entrare in Austria. I vaccinati dovranno invece dimostrare, tramite il Covid Pass, che l’ultima dose è stata ricevuta non più di 270 giorni prima dell’ingresso. Chi è invece guarito dal Covid, può presentare anche un certificato di guarigione rilasciato al massimo sei mesi prima dell’ingresso. Anche i pendolari devono presentare un test Covid-19, effettuato nei 7 giorni precedenti. Dal 6 dicembre, i certificati vaccinali sono validi solo per 9 mesi dopo la seconda vaccinazione. Una terza dose è poi necessaria per entrare in Austria senza effettuate il test PCR. L’obbligo di presentare un test PCR vale a partire dai 12 anni e già dai 6 per chi si reca a Vienna.

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Germania: dal 5 dicembre la Svizzera è considerata dalle autorità tedesche come una regione ad alto rischio; le persone non vaccinate sono quindi sottoposte a quarantena. Per entrare in Germania bisogna inoltre riempire un modulo di ingresso digitale (eccezion fatta per i soggiorni giornalieri inferiori alle 24 ore e per i lavoratori frontalieri); chi è invece guarito dalla malattia ma non è stato vaccinato può entrare nel paese presentando un certificato di guarigione rilasciato tra i 28 giorni e i 6 mesi prima della partenza).

 

Test anche per tornare in Svizzera

Infine, ad essere cambiate sono anche le norme per rientrare nella Confederazione. Dal 4 dicembre, infatti, chiunque (indipendentemente dallo stato vaccinale) per tornare in Svizzera deve compilare il modulo di entrata, presentare un test PCR negativo (effettuato non più di 72 ore prima dell’ingresso) e ripetere il test (PCR o antigenico rapido) tra il quarto e il settimo giorno dopo l’entrata. Queste norme non valgono però per chi si reca nelle sole regioni di frontiera.

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