Nel 2028 uomini e donne andranno in pensione alla stessa età. (archivio Keystone)

Pensione delle donne: prima tappa dal 2025

L'aumento dell'IVA per finanziare la riforma "AVS 21" scatterà già nel 2024, mentre l'innalzamento dell'età entrerà in vigore progressivamente

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Dal 2025 l'età pensionabile delle donne salirà a 64 anni e tre mesi. L’ha deciso oggi, venerdì il Consiglio federale fissando al 1° gennaio 2024 l'entrata in vigore della riforma AVS 21 con l'aumento dell'IVA di 0,4 punti. Da gennaio 2024 si applicheranno dunque le seguenti aliquote IVA: quella normale passerà dal 7,7 all’8,1%, quella speciale per il settore alberghiero dal 3,7 al 3,8% e quella ridotta dal 2,5 al 2,6%.

Contemporaneamente, sarà innalzata l'età pensionabile di riferimento delle donne. L'aumento sarà a tappe; il primo scatto avverrà appunto il 1° gennaio 2025 e interesserà le donne nate nel 1961, che andranno in pensione a 64 anni e tre mesi.

La seconda tappa - l'anno dopo - riguarderà quelle nate nel 1962, la cui età di riferimento sarà di 64 anni e sei mesi, che passerà poi a 64 anni e nove mesi per le nate nel 1963 e infine a 65 anni per quelle nate nel 1964 o dopo. In questo modo, dal 2028 l'età pensionabile di riferimento sarà di 65 anni per tutti, uomini compresi.

Tra le modifiche da segnalare figura la sostituzione dell'espressione "età di pensionamento" con "età di riferimento", così come previsto nella legge. Altre precisazioni riguardano il pensionamento flessibile e le disposizioni per chi decide di continuare a lavorare oltre l'età pensionabile di riferimento. E nell'Ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti saranno poi precisate le misure di compensazione per le donne nate tra il 1961 e il 1969. Concretamente, queste riceveranno un supplemento della rendita.

Aumentano le rendite AVS

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TG 20 di mercoledì 12.10.2022

Notiziario ore 11, 09.12.2022

ATS/EnCa
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