Una stanza del centro federale per richiedenti l'asilo a Boudry (NE)
Una stanza del centro federale per richiedenti l'asilo a Boudry (NE) (Immagine d'archivio Keystone)

Più alloggi per i richiedenti l'asilo

La Confederazione prevede un aumento degli arrivi - La consigliera federale Karin Keller-Sutter chiede "ulteriori sforzi" per fronteggiare la situazione

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La Svizzera ha bisogno di ulteriori alloggi per i richiedenti l'asilo, non soltanto per quelli provenienti dall'Ucraina ma anche da altri paesi. Lo ha sottolineato, mercoledì, la consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento di giustizia e polizia, nell'ambito della seduta dello Stato maggiore speciale asilo (SONAS).

Accanto al continuo afflusso di profughi dall'Ucraina (sinora la Confederazione ne ha accolti oltre 63'000), "il numero di persone che vengono in Svizzera da altri paesi per depositare una domanda d'asilo è in continuo aumento" si legge in una nota. Rispetto agli anni scorsi, si osserva infatti un afflusso maggiore di migranti in direzione dell'Europa occidentale, in particolare lungo la rotta balcanica. "Occorrono pertanto ulteriori sforzi per fronteggiare la difficile situazione che nei prossimi mesi caratterizzerà il settore dell'asilo" ha affermato Keller-Sutter.

Una sfida che riguarda, appunto, anche gli alloggi, tanto che a medio termine i posti attualmente disponibili presso i centri federali esistenti non saranno sufficienti. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) intende pertanto sistemare i richiedenti l'asilo in via provvisoria anche in locali inizialmente previsti per accogliere i profughi dall'Ucraina, quali sale polivalenti dell'esercito, spazi della protezione civile e altre strutture, in parte anche cantonali. A questo scopo, la SEM è tuttora in contatto con Cantoni, Città, Comuni e altri servizi federali.

Il futuro dello statuto S

La consigliera federale Keller-Sutter ha inoltre informato il SONAS che, prima dello scadere di un anno dall'attivazione dello statuto di protezoine S, il Governo federale deciderà se continuare a concedere tale permesso alle persone che arrivano in Svizzera dall'Ucraina. Tuttavia, "fintanto che la situazione in Ucraina non migliorerà in maniera sostanziale, il Consiglio federale non potrà sospendere lo statuto di protezione S".

 
Pa.St.
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