Tanja Stadler
Tanja Stadler (keystone)

"Picco in gennaio, in febbraio un calo"

Gli esperti della Confederazione: molti asintomatici, i contagi sono a livelli mai visti ma probabilmente sono ancora molti di più

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L'attuale livello dei contagi in Svizzera è qualcosa di "mai visto, tanto che le precedenti ondate appaiono piccole piccole sui grafici", l'aumento nelle ultime due settimane è stato molto forte ma la cifre reali sono verosimilmente ancora molto più alte, perché molte persone hanno un decorso asintomatico e non vengono nemmeno testate, ha detto Virgine Masserey dell'Ufficio federale della sanità pubblica oggi (martedì) nel corso della settimanale conferenza stampa degli esperti della Confederazione. Sono colpiti soprattutto i giovani e le persone che lavorano.

Notiziario 14.00 dell'11.01.2022 Contagi
Notiziario 14.00 dell'11.01.2022 Contagi
 

Le infezioni sono raddoppiate ogni 8-10 giorni e continueranno a crescere fino a raggiungere un picco entro le prossime tre settimane, ha aggiunto la responsabile della task force federale Tanja Stadler, che in questo arco di tempo si attende anche un aumento della pressione sugli ospedali, con fino a 300 ricoveri in cure intense nella settimana di maggiore impatto, e sulla società. Le autorità sanitarie stimano che fino al 10-15% della popolazione attiva potrebbe trovarsi contemporaneamente in isolamento o in quarantena.

Virginie Masserey
Virginie Masserey (keystone)

Quando la fine della pandemia?

In febbraio si assisterà poi probabilmente a un rapido calo ma il 15-35% degli svizzeri non sarà ancora stato immunizzato contro Omicron attraverso la terza vaccinazione o la malattia. Questa parte della popolazione potrà ancora contagiarsi e magari provocare una nuova ondata più contenuta, ha poi precisato Stadler rispondendo alla domanda di un giornalista. Il passaggio da una situazione pandemica a una endemica, "in cui il virus circola fra noi ma permette di riprendere una vita normale senza sovraccaricare gli ospedali o bloccare la società", non può essere previsto ma a meno di nuove varianti dovremmo vivere un'estate normale, durante la quale - ha però sottolineato - bisognerà monitorare quanto siamo ancora protetti, in vista del ritorno del freddo.

 

Pressione sui cantoni

Tornando alla situazione attuale, è toccato alla medica cantonale grigionese Marina Jamnicki evidenziare le sfide a cui sono ora confrontati i cantoni: il gran numero dei contagi ha portato a limitare il contact tracing e vista la pressione sui laboratori trascorrono del tempo fra un test e il suo risultato. Non a caso Coira ha rivisto la sua strategia e fissato delle priorità, rinunciando alla strategia dei test ripetuti nelle scuole e nelle aziende come era stata condotta finora. L'UFSP, ha detto Masserey, ha però smentito quanto apparso sui domenicali: non si è ancora rinunciato alla conferma tramite PCR dei test antigenici risultati positivi.

Marina Jamnicki
Marina Jamnicki (keystone)

Si ritiene al momento che Omicron abbia un tempo di incubazione e poi di infezione più brevi. Anche alla luce di queste considerazioni, oltre che delle numerose assenze nelle aziende e nei servizi, si riflette sulla durata delle quarantene. Masserey ha parlato la necessità di trovare "un equilibrio" e per Stadler, un compromesso potrebbe essere fissato a cinque giorni.

L'impegno dell'esercito

Il comandante di corpo Hans-Peter Walser ha illustrato l'attuale impegno dell'esercito: dei 2'500 uomini autorizzati dal Consiglio federale in dicembre, ne sono in servizio attualmente 467 in 8 cantoni che hanno fatto richiesta di aiuto per i loro ospedali o per la campagna vaccinale. Lunedì comincerà la scuola reclute, con una formazione a distanza per 11'200 giovani. L'entrata in servizio in presenza richiederà un test PCR negativo, si useranno mascherine FFP-2 e per tutto gennaio non ci saranno uscite libere.

pon
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