Le ragioni del voto del 24 settembre sulla riforma Previdenza 2020
Le ragioni del voto del 24 settembre sulla riforma Previdenza 2020 (keystone)

Previdenza, le ragioni del "no"

Le motivazioni dietro all'esito del voto sulla Riforma 2020, secondo il barometro elettorale SSR

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Il Barometro elettorale SSR è sempre online per sondare gli umori dell’elettorato dopo due anni dall’inizio della corrente legislatura. I risultati complessivi di questo sondaggio saranno presentati fra una decina di giorni. Siamo però già in grado di illustrarvi gli esiti concernenti quella domanda aggiuntiva che era legata al voto dello scorso 24 settembre sulla Riforma previdenza vecchiaia 2020. Si trattava, in buona sostanza, di mettere in evidenza le motivazioni di favorevoli e contrari al progetto. Gli esiti qui esposti, con un margine di errore del 2,2%, si basano sulle risposte ottenute da più di 14’000 partecipanti fra il 28 settembre e il 2 ottobre scorsi.

I motivi principali che hanno spinto per il no alla riforma Previdenza 2020
I motivi principali che hanno spinto per il no alla riforma Previdenza 2020 (sotomo/RSI/px)

A tutti i partecipanti è stata sottoposta una serie di possibili motivazioni per il loro sostegno o la loro contrarietà alla riforma. Essa è stata bocciata, come risaputo, dal 52,7% dei votanti. Alcuni fattori spiccano in particolare fra gli orientamenti di coloro che hanno detto “no” al progetto: il discusso supplemento “a pioggia” di 70 franchi al mese per le rendite AVS (citato come motivazione primaria o secondaria dal 39% dei contrari), la percezione di un progetto teso a determinare costi anziché risparmi (complessivamente il 30%) e quella di una riforma tale da andare a scapito delle giovani generazioni (28%).

I motivi principali che hanno spinto per il sì alla riforma Previdenza 2020
I motivi principali che hanno spinto per il sì alla riforma Previdenza 2020 (sotomo/RSI/px)

Sul fronte dei favorevoli, invece, le motivazioni del consenso sono soprattutto da ricondurre a tre aspetti: l’urgenza di una riforma in campo previdenziale (sottolineata come ragione primaria e secondaria dal 54%), l’idea che il progetto rappresentasse in materia un compromesso equilibrato (nell’insieme, il 47%) e la necessità di assicurare il finanziamento del primo pilastro (43%).

I motivi principali che hanno contribuito al sì, per regioni linguistiche
I motivi principali che hanno contribuito al sì, per regioni linguistiche (sotomo/RSI/px)

L’analisi dei risultati si estende quindi agli orientamenti a seconda delle regioni linguistiche. In Ticino, va ricordato, hanno prevalso nelle urne i consensi sia per la legge di riforma (53,9%), sia per il decreto legato all’aumento dell’IVA a sostegno dell’AVS (55,2%). I Grigioni si sono invece pronunciati contro entrambi gli oggetti (con rispettivamente il 54,2% e il 52,7% di “no”). Fra i favorevoli, nella Svizzera italiana, ha prevalso in particolare modo, stando agli esiti del barometro, la percezione di un compromesso bilanciato.

I motivi che hanno contribuito al no, per regioni linguistiche
I motivi che hanno contribuito al no, per regioni linguistiche (sotomo/RSI/px)

Quanto invece alle motivazioni dei contrari, sempre nella Svizzera italiana, gli esiti del sondaggio mettono in evidenza tre fattori: il supplemento “a pioggia” per le rendite AVS, un aumento dell’IVA percepito come antisociale e la questione dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne.

ARi

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