Incentivo per incrementare il numero di test (keystone)

Quarantena breve per chi fa il test

Il Consiglio federale ha adottato una serie di nuove misure: la Confederazione pagherà i costi dei test di massa

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La Confederazione assumerà in futuro anche i costi dei tamponi per persone che non hanno sintomi, se questi vengono effettuati nell'ambito di test di massa, uno strumento considerato utile per proteggere meglio per esempio i residenti nelle case anziani e per indagini ambientali in caso di focolai in scuole o altre strutture. Questa opzione era stata accolta favorevolmente dai cantoni in sede di consultazione e il Consiglio federale ha deciso oggi, mercoledì, di applicarla. I cantoni saranno così incoraggiati a seguire l'esempio dei Grigioni, i primi ad adottare questo tipo di strategia a partire già da giovedì.

Parlando della situazione epidemiologica, Alain Berset ha affermato che nei numeri quotidiani "si vede un effetto delle misure del 13 gennaio". Calano contagi, ricoveri e decessi, ma "il tasso di riproduzione resta troppo elevato e anzi è risalito a 0,94 negli ultimi giorni" e aumenta la diffusione delle nuove varianti..

L'Esecutivo ha varato anche tutta una serie di altri provvedimenti, esplicitando per esempio che dal 1° febbraio le violazioni alle norme preventive saranno passibili di ammende fra i 50 e i 200 franchi. Fra gli esempi, il non portare la mascherina sui mezzi di trasporto pubblici, a una fermata o in una stazione, ma anche l'organizzazione o la partecipazione a un evento vietato.

 

Test per l'ingresso in Svizzera

Sono state accolte anche le critiche alla durata della quarantena, che con il consenso dell'autorità sanitaria cantonale sarà ridotta da 10 a 7 giorni a decorrere dall'ultimo contatto a rischio, ma solo a condizione di sottoporsi (a spese proprie) a un test (anche rapido) e di disporre di un risultato negativo. Fino al decimo giorno la mascherina sarà poi d'obbligo. Discorso analogo per chi giunge in Svizzera da un paese a rischio: all'ingresso nel paese dovrà presentare la prova di un test effettuato nelle ultime 72 ore e negativo. Dopo sette giorni di quarantena, con un nuovo tampone negativo potranno uscirne. Anche chi giunge in aereo da Stati o regioni non considerati a rischio deve presentare un test PCR negativo. Il controllo è eseguito prima dell’imbarco. In futuro, poi, verranno raccolti i dati di tutti i viaggiatori mediante un formulario elettronico, indipendentemente dalla provenienza e anche se passano il confine in bus, treno o battello. Le misure relative ai viaggi non vanno a toccare i frontalieri, che restano liberi di venire a lavorare in Svizzera: applicare anche a loro determinati provvedimenti non sarebbe praticabile, ha spiegato Berset.

 

In diretta alla RSI, il consigliere di Stato ticinese Raffaele De Rosa ha accolto positivamente la presa a carico dei costi dei test rapidi, ma negativamente gli allentamenti per la quarantena: "Non era ancora il momento", ha affermato. Il Ticino aveva chiesto ripetutamente anche maggiori controlli alle frontiere, ma le sue richieste ancora una volta non sono state ascoltate: "nemmeno per quanto la registrazione degli arrivi, visto che gli ingressi con veicolo privato, la grande maggioranza da noi, non vengono contemplati".

Vaccinazioni in farmacia a carico dello Stato

Dal 1° febbraio, la Confederazione assumerà inoltre i costi delle vaccinazioni effettuate in farmacia. Le farmacie potranno così essere integrate dai cantoni nei rispettivi piani vaccinali.

Il Consiglio federale ha infine stabilito che andranno controllate le mascherine che si trovano in depositi federali e cantonali e la sui sicurezza non è sufficientemente provata. Quelle che non soddisfano i criteri di stabiliti non potranno essere utilizzate.

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