Durante la seconda ondata i decessi sono cresciuti del 45% rispetto al 2019 (keystone)

Record di decessi nel 2020

Complice la pandemia, in Svizzera sono morte in 12 mesi 76'200 persone - Calano leggermente le nascite, ma la popolazione cresce comunque

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Un numero record di decessi è stato registrato lo scorso anno in Svizzera. I morti sono stati 76'200, in aumento del 12,4% rispetto al 2019, ed evidenti sono gli effetti delle ondate pandemiche: durante la prima, che aveva colpito per primo ed in modo particolare il Ticino, si è registrato in marzo e aprile un incremento del 14% (1'700 morti in più) mentre nella seconda, da ottobre a dicembre, del 45% (un'eccedenza di 7'800 decessi). Il fenomeno ha colpito più gli uomini delle donne e in modo particolare gli ultra 80enni. Si riscontrano anche forti differenze fra cantoni: il già citato Ticino, Giura, Basilea Città, Glarona, Neuchâtel e Sciaffusa hanno fatto segnare oltre 10 decessi ogni 1'000 abitanti nel corso dell'anno, mentre all'estremo opposto Zugo soltanto 7. La media nazionale è di 9.

Nascite in diminuzione
Nascite in diminuzione (keystone)

Le cifre definitive dell'andamento demografico, diffuse oggi, martedì, dall'Ufficio federale di statistica, mostrano nel contempo anche un lieve calo delle nascite, scese da 86'200 a 85'900 per effetto di una minore natalità fra gli stranieri, mentre fra gli svizzeri fa segnare un +0,3%. Nonostante questa flessione, l'evoluzione naturale della popolazione (al netto dell'immigrazione) resta positivo, anche se dimezzata da +18'400 a +9'700 persone. Anche per quanto riguarda la natalità, il Ticino è maglia nera, con 7 bimbi ogni 1'000 abitanti. Zurigo e Appenzello, con 11, si trovano all'estremo opposto della graduatoria.

Dalla statistica emergono anche i dati dei matrimoni, pure in calo (sono stati 35'200, -9,8%) così come le unioni domestiche registrate (-3,4%). Diminuiscono, infine, anche i divorzi: se ne sono registrati 16'200 (-4%), in media avvenuti 15 anni e mezzo dopo le nozze. Se il comportamento della popolazione osservato nel 2020 dovesse confermarsi in futuro, due matrimoni su cinque (39,5%) potrebbero concludersi con un divorzio.

 
ATS/pon
Condividi