Gobbi: "Il Governo valiti la proposta" (keystone)

"Riunire PC e civilisti"

Partirà domani una lettera indirizzata al ministro della difesa Parmelin; la proposta dei cantoni mira a ridurre il calo degli effettivi e garantire l’intervento in caso di catastrofi

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In caso di catastrofi naturali in Svizzera è chiamata a intervenire la protezione civile, la cui capacità di intervento è però sempre più messa alla prova dalla riduzione degli effettivi. Tendenza inversa invece nel servizio civile, con sempre più giovani che lo preferiscono al militare. Da qui la proposta dei cantoni all'indirizzo del Consiglio federale di unire servizio e protezione civile in un corpo solo. E dovrebbe partire proprio domani, lunedì, al termine della riunione della conferenza governativa per gli affari militari e la protezione civile, una lettera indirizzata al ministro della difesa Guy Parmelin: al suo interno, appunto, la richiesta non del tutto nuova di unire servizio e protezione civile.

Lettera sulla quale ci sarà la firma di Norman Gobbi, il consigliere di Stato ticinese che presiede questa conferenza dei cantoni. Un’unione, spiega Gobbi ai nostri microfoni, dalla quale dovrebbe nascere un nuovo servizio di aiuto in caso di catastrofe: “Questo in modo che i problemi di effettivi, non solo dell’esercito ma anche della protezione civile, possa essere ovviato, visto che il servizio civile non è strutturato e organizzato, e quindi in caso di catastrofe sarebbe difficilmente impiegabile. E di catastrofi ne succedono di continuo”.

Norman Gobbi
Norman Gobbi (tipress)

Le giovani leve verrebbero quindi assegnate o all'esercito o al nuovo servizio di sicurezza. Un'idea già respinta dalla federazione che rappresenta il servizio civile, per la quale non si potrebbero più garantire le attuali prestazioni dei civilisti ad esempio nelle case anziani.

 

 

Scettico Consiglio federale

C’è però un altro problema: la freddezza dimostrata finora dal Governo verso questa tipo di riforma. Governo che poche settimane fa ha invece proposto un pacchetto di misure per disincentivare il passaggio dal militare al servizio civile.

Obbligo di leva per le donne?

E a Berna si vuole approfondire l'ipotesi del modello norvegese, ovvero un obbligo di leva esteso anche alle donne.

Poche quindi le possibilità di successo per questa proposta dei cantoni? “Chiediamo perlomeno che venga valutata – continua Norman Gobbi -. Non di rifiutarla a priori, visto che il gruppo di studio ha messo sul tavolo diverse varianti. Il Consiglio federale ha scelto il modello norvegese, che secondo me ha però meno possibilità di raggiungere l’obiettivo, quindi si rimarrebbe con lo statu quo, senza risolvere il problema di garantire gli effettivi per le organizzazioni militari e di protezione civile. Dobbiamo trovare una soluzione a tutti i nostri bisogni”.

Se ne saprà dunque di più nel 2020, termine entro il quale un gruppo di lavoro del dipartimento federale della difesa dovrà presentare un rapporto sul futuro del servizio obbligatorio.

RG-GO/ludoC

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