''Non chiediamo aiuti ma aree di sosta''
''Non chiediamo aiuti ma aree di sosta'' (keystone)

Rivalità interne fra i nomadi

Un nuovo movimento critica quello sovvenzionato da Berna, nella bufera per la gestione dei fondi

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Due organizzazioni si contendono la rappresentanza degli Jenisch elvetici: il Movimento dei nomadi svizzeri, costituito in novembre, è uscito allo scoperto in una conferenza stampa oggi (giovedì) a Zurigo. Accusa la Radgenossenschaft der Landtrasse, la sola riconosciuta e sovvenzionata dalla Confederazione, di non essere rappresentativa.

La stragrande maggioranza dei 35'000 zingari con il passaporto rossocrociato "non ha mai visto nemmeno l'ombra" della manna federale, ha detto il portavoce del Movimento, Claude Gerzner. Sono soldi spesi "in progetti inutili", ha incalzato. "Non vogliamo aiuti ma aree di sosta con acqua e corrente e dialogo con Berna", ha rincarato la dose il segretario Reto Moser.

I media sono stati convocati dopo che il Beobachter ha dato la notizia delle difficoltà economiche della Radgennossenschaft, nata nel 1975. Avrebbe gestito male i fondi pubblici (264'800 franchi nel 2014) e il suo presidente è accusato di aver messo le mani nella cassa. L'Ufficio federale della cultura ha chiesto ulteriori ragguagli.

pon/ATS

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