Sempre più spese per curare le malattie, sempre più costi da coprire per assicurati e casse pubbliche (Ti-Press)

Salasso casse malati, per colpa di chi?

Oggi l'annuncio degli aumenti dei premi per il 2023. Il potenziale di risparmio ci sarebbe: 6 miliardi annui, senza ridurre la qualità

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Alain Berset comunicherà questo martedì pomeriggio di quanto aumenteranno i premi di cassa malati nel 2023, seguito a ruota dai Cantoni che esporranno i dettagli che li riguardano e le loro considerazioni.

Per il Ticino Raffaele De Rosa e i suoi collaboratori si esprimeranno davanti alla stampa alle 15.30 a Palazzo delle Orsoline. Tutto lascia presagire che per gli assicurati elvetici sarà annunciato un salasso: il 6 settembre Santésuisse aveva definito la stangata "inevitabile" alla luce del maggiore aumento dei costi da anni a questa parte, stimato al 6,1% sull'insieme del 2022. Ma di chi è la colpa? Un po' di tutti gli attori coinvolti, probabilmente, e in Parlamento c'è chi riconosce la responsabilità dei politici stessi.

"Dobbiamo uscire da queste crisi di fine settembre e avere un Consiglio federale, un Dipartimento (dell'interno) che durante l'anno possa prendere più decisioni affinché tutti, dai medici agli ospedali ai cittadini, siano spinti a risparmiare dove possibile. Oggi il sistema genera una dinamica per cui nessuno è portato a ridurre l'offerta", afferma il consigliere nazionale Marco Romano dell'Alleanza del Centro, che per spingere il Governo a prendere in mano la situazione ha lanciato anche un'iniziativa popolare.

Ma anche il Parlamento deve fare mea culpa e "negli ultimi mesi ha bloccato riforme che andavano in direzione di una diminuzione dei costi", ricorda la consigliera agli Stati socialista Marina Carobbio, citando per esempio la proposta di ridurre i prezzi dei generici, bocciata dalla maggioranza borghese. Pure la sinistra ha promosso una raccolta di firme, per fissare al 10% del reddito disponibile il tetto massimo dei premi a carico della popolazione. Ne risulterebbe un aumento dei sussidi.

I cantoni esprimeranno probabilmente delusione per le decisioni prese a Berna ma dal canton loro sono responsabili della pianificazione ospedaliera "che deve essere in linea con i bisogni della popolazione e non tutti hanno fatto il loro lavoro. In alcuni casi l'offerta è ancora eccessiva", afferma la liberale-radicale sciaffusana Regine Sauter. Anche il Ticino è in ritardo, conferma Carobbio, anche per colpa di ricorsi.

C'è poi la questione dell'offerta ambulatoriale, più a buon mercato ma interamente a carico delle casse malati, mentre per le stazionarie (quando c'è ricovero per almeno una notte, per essere chiari) i cantoni pagano il 55%. Anche in questo caso sono i cantoni a mettersi di traverso, per non vedere aumentare le loro spese, e il dossier è così bloccato al Consiglio degli Stati.

L'evoluzione della medicina e l'invecchiamento della popolazione pesano sull'evoluzione dei costi, ma le possibilità di intervento, riassumendo, sono diverse. Si incontrano però sempre degli ostacoli alla riduzione di prezzi e alla soppressione di doppioni e offerte in eccesso. D'altra parte, la stessa Confederazione dice che si potrebbero risparmiare 6 miliardi di franchi all'anno senza intaccare la qualità delle cure.

SEIDISERA
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