I livelli raggiunti dall'Aare dopo le intense precipitazioni dei giorni scorsi (keystone)

Sconsigliati i bagni in laghi e fiumi

Richiamo della Società svizzera di salvataggio dopo le recenti intemperie e i livelli raggiunti dai corsi d'acqua a nord delle Alpi

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Il ritorno del sole a nord delle Alpi, dopo le recenti e intense precipitazioni, può certamente indurre a fare il bagno nei laghi e nei fiumi. Tentazione assai pericolosa, ammonisce però la Società svizzera di salvataggio (SSS).

Alla luce degli attuali livelli di laghi e fiumi, delle acque torbide e di un grande volume di detriti che galleggiano, quella di farsi una nuotata "è una pessima idea", afferma Philipp Binaghi, portavoce dell'organizzazione che si prefigge di scongiurare gli annegamenti attraverso la prevenzione e i corsi. I bagni nella natura sono al momento davvero rischiosi ed è quindi molto meglio ricorrere alle piscine.

Da rilevare che proprio ieri, lunedì, le autorità di Bienne hanno messo in guardia in modo analogo la popolazione, sottolineando fra l'altro la vicenda di un padre rimasto quasi intrappolato in una chiusa con il figlio, mentre praticavano lo stand-up paddling sull'Aare. Sia sul Lago di Bienne che su quello di Neuchâtel si stima che occorreranno dalle tre alle quattro settimane per un ritorno alla normalità.

Migliora la situazione a Lucerna

A livello locale, intanto, si segnala in particolare l'abbassamento del livello del Lago dei Quattro Cantoni: nella mattinata di oggi, martedì, risultava calato a 434,66 metri sul livello del mare: come a dire, una trentina di centimetri in meno rispetto a venerdì scorso, quando aveva raggiunto il suo massimo. Il miglioramento della situazione ha in particolare consentito, a Lucerna, la riapertura del Kapellbrücke. Tuttavia, vista la possibilità di nuovi temporali nei prossimi giorni, non saranno smantellate le barriere protettive costruite con sacchi di sabbia lungo la Reuss.

Red.MM/ARi

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