Mestiere di grande responsabilità, ma con poche soddisfazioni (keystone)

Si teme un esodo di infermieri

La pandemia ha lasciato il segno e già la situazione non era rosea - Nella giornata internazionale, azioni e rivendicazioni in tutta la Svizzera

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Il personale infermieristico è in prima linea nella lotta al Covid-19, era già sotto pressione in precedenza e spesso abbandona precocemente la professione. La giornata internazionale ad esso dedicata, che cade proprio oggi, mercoledì, è l'occasione di rivalorizzare questo mestiere, anche in Svizzera. È stata organizzata tutta una serie di appuntamenti, da quelli sui social media alle marce di protesta. Unia ha annunciato azioni decentralizzate in 11 città, ricordando che "gli applausi non bastano più" e l'ASI, l'Associazione di categoria, tiene il suo congresso aperto da un messaggio in video del consigliere federale Guy Parmelin. In un tweet, il ministro della sanità Alain Berset ha lodato il "lavoro ammirevole" svolto in ospedali, case per anziani e cure a domicilio "da sempre, e da un anno ancora di più".

 

Per il secondo anno consecutivo l'appuntamento cade in piena pandemia, la categoria dà segni di esaurimento secondo il Consiglio internazionale che la rappresenta e 3 milioni di infermieri potrebbero lasciare il posto. L'80% delle associazioni nazionali denuncia problemi di salute fra i suoi aderenti, dal burnout alla depressione passando per i disturbi del sonno. C'è il sovraccarico di lavoro e c'è la minaccia del virus, che ha fatto 2'700 morti accertati tra gli infermieri a livello globale, un numero probabilmente di molto sottostimato.

Il timore di un esodo dalla professione è concreto anche nella Confederazione, dove quasi la metà degli infermieri già da tempo smette prima di fine carriera, spesso addirittura prima di compiere 35 anni, e dove secondo l'ASI, entro il 2030 mancheranno 65'000 infermieri rispetto al fabbisogno.

I curanti avanzano quattro richieste: una maggiore protezione della salute anche dopo la pandemia, un migliore rapporto tra numero di addetti e di pazienti e una remunerazione più elevata, adeguata alle responsabilità assunte, un finanziamento solidale e giusto delle cure e l'attuazione dell'iniziativa "Per cure infermieristiche forti".

In marzo le Camere federali hanno elaborato un controprogetto indiretto, che mira tra l'altro a promuovere la formazione. La Confederazione è disposta ad investirvi 469 milioni di franchi sull'arco di più anni. Aumenti salariali non sono invece previsti, in quanto considerati una questione tra le parti sociali. La discussione sull'iniziativa verrà completata nella sessione estiva.

Per saperne di più, il nostro approfondimento:

Infermieri per vocazione

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Il Quotidiano di mercoledì 12.05.2021

Gli applausi non bastano

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ATS/pon
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