Siccità, Crans-Montana prepara il futuro

Si pensa a rivoluzionare il percorso dell’acqua, usando la diga di Zeusier non solo per la produzione elettrica ma anche creare riserve in caso deficit idrico

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Il ghiacciaio diventa più piccolo, l'acqua che produce scorre meno e durante la siccità se ne sente la mancanza. Succede nelle montagne che sovrastano Crans Montana in Vallese, dove tuttavia un giovane ingegnere sembra aver trovato una soluzione per ovviare a questo problema.

Quest’estate il ghiacciaio de La Plaine Morte si è sciolto tre volte più velocemente degli anni scorsi e negli ultimi 15 anni il riscaldamento globale ha spinto la sua acqua principalmente sul versante bernese, privando l'Altopiano di una risorsa essenziale.

E così solo una piccola parte dell’acqua del ghiacciaio giunge fino alla diga di Zeusier. Quest’acqua produce energia elettrica per poi finire nel Rodano. Il progetto Lienne-Raspille vuole rivoluzionare il percorso dell’oro blu per ottimizzarne l’uso. E a voler decuplicare la funzione della diga è Yves Rey, ingegnere idraulico

“All’inizio la diga è stata costruita solo per l’elettricità. Oggi abbiamo bisogno anche dell’acqua. La diga va quindi usata in altro modo costruendo una rete di condotti”, spiega.

A pochi chilometri da diga e ghiacciaio c’è un fiume in secca che di solito è tra le principali sorgenti della regione. “Qui notiamo che il ghiacciaio non fornisce più acqua. Dobbiamo dunque adattarci molto rapidamente tramite progetti di stoccaggio”, aggiunge Rey.

E così in futuro otto comuni verranno collegati ad una rete di tubazioni in 20 km. Una rete che “serve a trasportare l’acqua di tre fiumi e della neve sciolta nella diga di Zeusier, per usarla d’estate quando c’è penuria”

Questo progetto consentirà di distribuire 8 milioni di metri cubi d’acqua ai comuni. “Ci siamo accorti che il ghiacciaio della Plaine Morte scompare rapidamente e dunque dobbiamo reagire e cambiare il sistema di alimentazione”, sottolinea Martial Kamerzin, sindaco di Icogne (VS). Il suo omologo di Lens (VS), David Bagnoud, aggiunge: “Un comune non può risolvere questo problema da solo. Senz’acqua, per i contadini, è finita. L’acqua è decisiva per la cura e la sicurezza del territorio”.

Per il momento, il WWF si oppone a questo grande progetto.

Telegiornale/Red.MM
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