Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, si recherà presto a Bruxelles (keystone)

Svizzera-UE, riunione urgente del Governo

Seduta straordinaria del Consiglio federale sull’accordo quadro - L'economia esige una soluzione

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Il Consiglio federale ha tenuto oggi, lunedì, una riunione straordinaria in merito all’accordo quadro con l’Unione europea. Il tema è tornato prepotentemente alla ribalta e il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, incontrerà a Bruxelles il 23 aprile la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Si tratta di un incontro atteso, dopo che negli scorsi giorni erano filtrate indiscrezioni secondo cui il dossier Svizzera-Ue sarebbe in alto mare, poiché Berna non avrebbe più presentato proposte concrete.

Durante la seduta, è stato definito il mandato affidato a Parmelin. Il portavoce del Governo, André Simonazzi, ha confermato la riunione, ma non ha fornito informazioni su quanto deciso dall'Esecutivo. Venerdì, Simonazzi si era limitato ad indicare che lo scopo del viaggio in Belgio di Parmelin era di "riprendere le discussioni a livello politico" sull'accordo quadro istituzionale.

 

L’economia chiede una soluzione

Nel frattempo, i rappresentanti dell’economia chiedono a gran voce che venga trovata una soluzione e rompono il silenzio sui colloqui con l’Ue.  In un articolo della NZZ, Philip Mosimann, attivo nell'industria ingegneristica svizzera da quarant'anni, ritiene che quando si tratta delle relazioni con l'Europa, il Consiglio federale ha dato per anni l'impressione di mancare di leadership e di direzione. Anche Kaspar Wenger, presidente del consiglio di amministrazione di Holcim Svizzera, è preoccupato: "Gli accordi bilaterali con l'UE sono la ricetta del successo della Svizzera. E se il Consiglio federale dovesse semplicemente sospendere i colloqui con l'UE, come si sta ventilando, allora sarebbe - secondo lui- un fallimento collettivo della leadership”.  Le opinioni divergono invece sul rischio di un rifiuto da parte del popolo. Ma vi è un accordo diffuso sul fatto che bisogna almeno fare un tentativo serio per trovare una soluzione.

Il tema trova spazio anche sul Blick, in un articolo dal titolo “Salvataggio dell’ultimo secondo?”. La testata si interroga sulla riunione di crisi odierna e svela quale potrebbe essere la carta vincente della Svizzera. A commentare la situazione vi è il fondatore del WEF, Klaus Schwab che sottolinea come ora ci sia bisogno di lungimiranza; questo significa – sostiene Schwab - non perdere di vista i benefici generali di una soluzione e tenerli sempre in primo piano. L'enfasi sugli aspetti negativi nelle discussioni delle ultime settimane - rende attenti Schwab- ha creato l'immagine di una UE nemica.

Nessuno scontro in stile Brexit

In un’intervista pubblicata ieri su Le Matin Dimanche, lo stesso Parmelin aveva per parte sua dichiarato che non ci sarà nessuno scontro in stile Brexit e che “la situazione elvetica non è paragonabile alla Brexit, poiché la Svizzera non vuole lasciare un accordo, ma trovare una soluzione per svilupparlo”.

Le discussioni su come proseguire la via bilaterale sono però in stallo e da più parti si sostiene che l’accordo così com’è non supererebbe gli scogli dell’Assemblea federale e del voto popolare in Svizzera.

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TG di giovedì 15.04.2021

 
ludoC/RG-MJ
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