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Terza dose, "una decisione che aspettavamo"

Le strutture dedicate agli anziani sono soddisfatte dell’omologazione della vaccinazione di richiamo contro il Covid-19

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È una decisione che aspettavamo: è la reazione di chi in Svizzera rappresenta le strutture dedicate agli anziani e alle persone bisognose, dopo il via libera di Swissmedic alla vaccinazione di richiamo contro il Covid-19.

“È una notizia benvenuta”, commenta l’associazione Senesuisse, che riunisce 450 strutture per anziani, “questo richiamo era molto atteso, sappiamo che l'efficacia del vaccino anti-Covid con il tempo cala, e lo fa più velocemente nelle persone anziane, diversi studi lo hanno confermato e ci sono focolai di infezione”, dichiara il direttore Christian Streit.

“Molte persone nelle strutture residenziali di assistenza sono vaccinate contro il Covid-19, la quota supera l'80%, a volte anche il 90%”, sottolinea per parte sua Daniel Höchli, direttore di Curaviva, che rappresenta 2’7000 istituzioni, non solo dedicate agli anziani. “La terza dose è fondamentale per garantire al meglio la protezione degli ospiti”, aggiunge.

Quanto sono preoccupanti i focolai attuali? “I contagi ci sono ancora, sappiamo che può succedere anche con il vaccino, li stiamo gestendo, ma non posso parlare di una tendenza all'aumento, inoltre finora si sono evitati decorsi gravi”, ci risponde Höchli, sottolineando che anche dopo la terza dose nuove infezioni non possono essere escluse.

Radiogiornale-AF/ludoC
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