L'arrivo in tribunale di alcuni degli imputati (keystone)

Turiste uccise, processo rinviato

Marocco: concesso più tempo ai legali degli imputati, tra cui un 25enne ispano-svizzero. I familiari di una vittima chiederanno la pena di morte

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Il processo a carico di 24 persone implicate nell'uccisione di due turiste dell'Europa settentrionale avvenuto in dicembre in Marocco è stato rinviato al 16 maggio dal Tribunale di Salé, che ha accettato di concedere più tempo ai difensori per approfondire il dossier.

La decisione dei giudici soddisfa la richiesta formulata in particolare da Saad Sahli, avvocato di un 25enne ispano-svizzero accusato di aver istruito i principali sospettati, fra le altre cose anche nel tiro.

RG 12.30 del 02.05.2019 Il servizio di Antonella Cruezer
RG 12.30 del 02.05.2019 Il servizio di Antonella Cruezer
 

Gli accusati sono apparsi rilassati in aula, alcuni con il tradizionale qamis, altri in tenuta sportiva, e uno di essi ha persino abbozzato un sorriso davanti ai giornalisti. Quelli direttamente coinvolti nell'assassinio rischiano la morte. Il legale della famiglia di una delle due ragazze, una 24enne danese, famiglia che contrariamente alle prime informazioni si è costituita parte civile, ha detto che intende chiedere la pena capitale "anche se i paesi di origine delle vittime vi si oppongono di principio".

In Marocco è in vigore dal 1993 una moratoria di fatto sulle esecuzioni. Il dibattito sull'abolizione della pena di morte è aperto.

Alla testa della cellula terroristica, che aveva giurato fedeltà all'IS (pur senza contatti diretti), e al primo posto della lista degli accusati c'è un 25enne mercante ambulante proclamato "emiro" dai suoi compagni. In tre lo accompagnarono durante la spedizione nell'Atlante costata la vita alle due scandinave in vacanza, ma uno era ripartito alla ricerca di un rifugio prima della brutale uccisione delle due ragazze.

Quanto al giovane elvetico, secondo l'avvocatessa svizzera inviata dalla sua famiglia "era in patria al momento dei fatti". Si è sempre proclamato innocente.

 
pon/AFP
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