Un laser acchiappa fulmini

Sulla vetta del Säntis sperimentato un nuovo sistema per intercettare le scariche elettriche in cielo

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Un gruppo di ricercatori guidati dall'Università di Ginevra ha sviluppato un parafulmine ultramoderno: un cannone laser gigante che ha dato buoni risultati in laboratorio. Per tutta l'estate il prototipo verrà testato sulla vetta del Säntis a 2'500. I fulmini qui colpiscono fino a 400 volte l'anno.

Attraverso un sistema di specchi, il fascio laser viene sparato in cielo: 1'000 impulsi al secondo per ionizzare l'aria. Il fulmine viene intercettato e scaricato poi a terra in modo controllato attraverso l'antenna del Säntis. "Lo scopo è proteggere dei siti sensibili vasti, come aeroporti, rampe per il lancio di satelliti, ma anche eventi con molte persone, come concerti all'aperto e partite di calcio", spiega Jean-Pierre Wolf, professore di fisica all’Univesrità di Ginevra.

Oggi per proteggersi, si utilizzano parafulmini metallici, che hanno però un'altezza e quindi anche un raggio di azione limitati. Grazie al laser conduttore, invece, il fulmine potrebbe essere catturato a grandi altezze nelle nuvole e poi venire deviato in parafulmini tradizionali. In questo modo l'area protetta è molto più ampia.

TG/eb
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