Approfondimento

Gli effetti dei pesticidi sotto la lente

In Svizzera si indaga su un possibile legame con l’aumento di casi di Parkinson tra i contadini - La malattia è già riconosciuta come patologia professionale in alcuni Paesi

  • Un'ora fa
Un grande studio svizzero sugli effetti sulla salute di sostanze chimiche, ambiente, stile di vita e malattie infettive è stato cancellato lo scorso anno

Un grande studio svizzero sugli effetti sulla salute di sostanze chimiche, ambiente, stile di vita e malattie infettive è stato cancellato lo scorso anno

  • Keystone
Di: Christian von Burg (SRF)/sf 

Chi, come agricoltore, ha maneggiato pesticidi per oltre 100 giorni nella sua vita lavorativa e sviluppa il Parkinson, in Germania ha diritto a un risarcimento economico. La malattia è riconosciuta come patologia professionale, esattamente come avviene in Italia e in Francia, rileva un approfondimento di SRF.

Studi a lungo termine condotti in Francia e negli Stati Uniti dimostrano chiaramente che esiste un legame”, spiega Samuel Fuhrimann, ricercatore dell’Istituto svizzero di salute pubblica e tropicale, dove studia gli effetti dei prodotti fitosanitari sull’uomo. In collaborazione con una grande cassa malati e altri ricercatori, sta ora indagando questa correlazione anche in Svizzera.

Il legame tra pesticidi e malattie, un tema delicato (Echo der Zeit, SRF 12.01.2026)

Via libera agli elicotteri irroratori in Vallese

I timori non riguardano solo gli agricoltori: anche molti genitori in Vallese sono preoccupati, perché i loro figli soffrono regolarmente di malattie respiratorie tra marzo e maggio. Proprio nel periodo in cui gli elicotteri irrorano pesticidi nelle zone viticole, come a Salgesch o Chamoson.

Su incarico della autorità vallesane, un gruppo di ricercatori di Basilea ha analizzato la situazione. Hanno dotato 200 bambini di braccialetti in grado di rilevare, in quattro diverse campagne di misurazione, la presenza di 35 pesticidi. Parallelamente, hanno effettuato test sul volume polmonare dei bimbi.

Effettivamente, in quel periodo si sono registrati disturbi alla salute. Tuttavia, questi corrispondevano all’aumento dei pollini e dell’inquinamento atmosferico, non ai pesticidi.

Studio sulla salute e inventario dei pesticidi cancellati

“Per valutare tutti gli effetti a lungo termine di questi cocktail di pesticidi servirebbero studi su scala più ampia”, afferma Fuhrimann. Anche se in Svizzera vengono utilizzati molti prodotti simili a quelli impiegati all’estero, la situazione non è completamente paragonabile. “La maggior parte delle prove sul legame tra uso di pesticidi e Parkinson riguarda prodotti fitosanitari che oggi non sono più in commercio”, precisa Fuhrimann.

Per avere dati certi sulla situazione attuale in Svizzera servirebbero informazioni più aggiornate. Occorrerebbe uno studio sanitario di lungo periodo con campioni di urina raccolti su tutto il territorio nazionale. E servirebbero dati digitali accessibili: chi ha utilizzato quali prodotti, su quali superfici e in quali quantità?

Il Parlamento aveva approvato una raccolta di questi dati cinque anni fa. Nel frattempo, però, la trasparenza del sistema Digiflux è stata talmente ridotta da renderlo quasi inutile per la ricerca. Inoltre, uno studio sanitario su larga scala è stato cancellato per motivi finanziari.

Il rischio, quindi, è che anche in futuro in Svizzera non si possano formulare valutazioni chiare sugli effetti dei pesticidi sulla salute umana. Autorità e politica restano in gran parte dipendenti dagli studi esteri. Senza dati adeguati, alcuni pesticidi che non rappresentano un problema vengono demonizzati, mentre altri, talvolta altamente tossici, passano inosservati.

Poca trasparenza sulla registrazione dei pesticidi

Prima della votazione sulle iniziative per l’acqua potabile e contro i pesticidi, il Parlamento aveva deciso nel 2021 di creare un sistema per rendere più tracciabile l’uso dei prodotti fitosanitari in Svizzera.

Gli agricoltori che ricevevano pagamenti diretti dovevano già annotare in un registro i pesticidi utilizzati. Queste informazioni avrebbero dovuto essere raccolte in formato digitale, così da permettere, ad esempio ai ricercatori, di sapere con precisione quando e su quali superfici sono stati impiegati determinati prodotti.

Nel frattempo, però, l’aria in Parlamento è cambiata. Gli ambienti agricoli chiedono che la trasparenza venga fortemente limitata o addirittura abolita. Secondo la nuova proposta, solo i rivenditori dovrebbero indicare a chi vendono i pesticidi e in quali quantità. Un compromesso prevede che gli agricoltori dichiarino soltanto il totale dei prodotti usati nella loro azienda, senza specificare le superfici trattate. Anche questa soluzione ridurrebbe notevolmente le possibilità di ricerca.

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Un grande studio svizzero sugli effetti sulla salute di sostanze chimiche, ambiente, stile di vita e malattie infettive è stato cancellato lo scorso anno

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