(keystone/px)

Un "sì" doppio e massiccio

RFFA e revisione della legge sulle armi superano con successo la prova delle urne. L'eccezione del Ticino per il secondo oggetto in votazione

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L'esito di questa seconda tornata dell'anno di votazioni federali ha sancito una nuova vittoria per il Governo. Per il complesso dossier della fiscalità delle imprese è stata decisamente la volta buona: la riforma proposta dal Consiglio federale, e associata al finanziamento dell'AVS, è passata infatti con il 66,38% di "sì" e con tutti i cantoni schierati a favore: un esito nettamente agli antipodi rispetto a quello della prima soluzione proposta dall'Esecutivo e bocciata nelle urne un paio di anni fa.

 

Netta approvazione anche per il recepimento nel diritto svizzero della modifica della direttiva UE sulle armi. I "sì" si sono imposti con il 63,73% e solo il Ticino, sul piano dei cantoni, si è schierato contro la revisione di legge.

Confermate così dalle urne le tendenze evidenziate dai sondaggi in vista del voto, che già a inizio aprile preconizzavano un doppio "sì". La partecipazione al voto si è globalmente avvicinata al 44%.

I risultati comune per comune

(apri in una nuova finestra)

 

(apri in una nuova finestra)

 

 

Reazioni e commenti sulla RFFA

Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha sottolineato l'ampiezza del "sì" espresso dagli svizzeri alla RFFA, qualificandola come un segnale importante per la piazza economica, per i posti di lavoro e per la sicurezza del primo pilastro. Sempre con riferimento alla riforma approvata dal popolo, il consigliere federale Alain Berset ha affermato che "con la decisione odierna" è stanziata "quasi la metà del finanziamento dell'AVS necessario fino al 2030".

 

Sul versante degli sconfitti la vicepresidente dei Verdi svizzeri Céline Vara ha preso atto del "risultato chiaro" della votazione, evocando però la prospettiva di rischi per il servizio pubblico. La riforma implicherà una perdita di 2 miliardi di franchi per cantoni e comuni. "Questi due miliardi dovranno ben essere compensati", ha affermato, aggiungendo che, con la concorrenza fiscale fra i cantoni, a pagare la fattura saranno le persone fisiche, le prestazioni di servizio pubblico, gli asili nido o i trasporti pubblici che occorrerà ridurre.

Da rilevare che il PS, come annunciato proprio domenica dal suo presidente Christian Levrat, si appresta a preparare un'iniziativa volta a frenare la concorrenza fra cantoni in materia di tassazione. Il testo punterà a introdurre un tasso minimo di imposizione in tutta la Svizzera.

Armi, vincitori e sconfitti

Karin Keller-Sutter si è rallegrata per l'esito del voto sulla revisione della legge sulle armi. Per la ministra di giustizia e polizia, la decisione popolare consente alla Svizzera di restare fedele alla tradizione del tiro, migliorando però la sicurezza della popolazione. La consigliera federale ha inoltre affermato di voler venire incontro agli oppositori della modifica normativa: un'autorizzazione speciale costerà così 50 franchi invece dei 100 proposti dal Governo, tanto quanto un permesso d'acquisto.

Per parte sua Werner Salzmann, consigliere nazionale (UDC/BE) e copresidente del comitato referendario, ha invece denunciato una campagna al limite della disinformazione da parte dei favorevoli alla revisione di legge. "Le dichiarazioni secondo cui i tiratori non sono toccati dalla riforma e la Svizzera sarebbe stata espulsa da Schengen in caso di un no, sono semplicemente sbagliate", ha affermato.

ARi

La cronaca della giornata

 

Condividi