La Camera costituzionale della Corte di giustizia ginevrina ha confermato martedì la validità delle elezioni comunali del 30 novembre scorso. Con una decisione che può ancora essere contestata al Tribunale federale, ha respinto i ricorsi contro l’esito del voto basandosi sulle perizie grafologiche. Sono emerse pratiche irregolari, perché 189 schede sono state riempite da 79 mani diverse, ma nella maggior parte si tratta di due schede scritte da una medesima persona, al massimo di sei.
Casi compatibili con un quadro famigliare, non di una gravità tale da rendere necessario l’annullamento della consultazione. Il diritto penale ammette un margine di tolleranza, secondo i giudici, per i quali i dati emersi non “permettono di considerare che i risultati non riflettano l’espressione fedele della volontà degli elettori”.
Nel secondo comune per importanza del cantone Ginevra, lo ricordiamo, si era già votato una prima volta in marzo. Quelle elezioni erano state invalidate dopo che era emerso che 278 schede erano state riempite da 9 persone.
RG 12.30 del 18.02.2026









