A Ginevra, per esempio, la bandiera arcobaleno è stata esposta sul Ponte del Monte Bianco, tra quella svizzera e quella cantonale
A Ginevra, per esempio, la bandiera arcobaleno è stata esposta sul Ponte del Monte Bianco, tra quella svizzera e quella cantonale (keystone)

Uniti contro le discriminazioni

Si celebra il 17 maggio la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia - Svizzera: un'aggressione a settimana - Italia: dibattito sulla legge Zan

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Si svolge oggi, lunedì 17 maggio, la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia. Riconosciuta dall’Unione europea, e dalle Nazioni Unite, si celebra dal 2004 con lo scopo di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare la violenza e la discriminazione.  La data non è stata scelta a caso, ma cade il 17 maggio poiché quel giorno, nel 1990, venne rimossa l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Viene celebrata, secondo il sito ufficiale may17.org, in oltre 130 paesi, compresi 37 Stati dove i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso sono ancora considerati illegali. Sono migliaia le iniziative che sono state organizzate in tutto il mondo, sia grandi sia più piccole.

Un'aggressione ogni settimana in Svizzera

In Svizzera si verifica in media un'aggressione basata sull'orientamento sessuale ogni settimana, una cifra stabile. Lo denunciano diverse organizzazioni svizzere LGBT.

Lo scorso hanno sono state 61 le aggressioni registrate: una cifra che, al netto dei casi non segnalati, è stabile rispetto al 2019. A calare leggermente sono stati gli episodi di violenza fisica, mentre la maggior parte delle segnalazioni è da ricondurre ad aggressioni verbali, verificatesi soprattutto negli spazi pubblici e geograficamente concentrate nel Canton Zurigo. Più della metà delle vittime riferisce di aver subito conseguenze psicologiche per quella che per certi versi viene vissuto come uno schiaffo sociale, un ritorno alla realtà, dopo l'estensione della norma anti-discriminazione approvata ilo scorso anno.

L'ultimo episodio di cronaca risale proprio a poche ore fa: alla vigilia della giornata internazionale, in molte città sono state esposte le bandiere arcobaleno, ma a Buchs, nel canton San Gallo, ne sono state distrutte un centinaio.

 

Svizzera a metà della classifica europea

La Confederazione nel 2020, secondo l'ILGA, l’associazione europea con sede a Bruxelles che difende gli interessi dei non eterosessuali, si è piazzata solo a metà dell’annuale classifica che si basa su disparità normative, per esempio in materia di matrimonio e famiglia, sull'uguaglianza al lavoro e sulle sanzioni previste per gli attacchi con motivazioni omofobe. Da segnalare che nel frattempo le Camere federali hanno approvato il cosiddetto “Matrimonio per tutti”, ovvero la possibilità per le persone dello stesso sesso di sposarsi civilmente (per le coppie omosessuali dal 2005 vige comunque la possibilità di sottoscrivere un’unione domestica registrata). Contro la modifica del codice civile è stato però lanciato un referendum, formalmente riuscito.

 

Italia, dibattito sul DDL Zan

La giornata ha assunto un carattere particolare in Italia, dove da qualche settimana è in corso un forte dibattito attorno al cosiddetto DDL legge Zan (dal nome del deputato Alessandro Zan che ha proposto il disegno di legge), che punta a combattere esplicitamente le discriminazioni e la violenza fondate su genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Approvato alla Camera nel novembre del 2020, il DDL è fermo da mesi in Senato per l'ostruzionismo soprattutto di Lega e Fratelli d'Italia, che insieme a parti di Forza Italia si oppongono alla sua approvazione. Secondo i detrattori, si tratterebbe infatti di una legge liberticida che impedisce la libertà di espressione, poiché, sempre a detta dei contrari, non sarebbe più possibile affermare pubblicamente che si è contrari alle unioni fra omosessuali, alle adozioni o esprimere pubblicamente il proprio parere critico nei confronti di alcuni stili di vita. "No, le persone potranno continuare a sostenere pubblicamente che il matrimonio gay è un abominio e che le coppie dello stesso sesso non dovrebbero avere figli, perché la legge Zan andrebbe a colpire l'istigazione a commettere una violenza o una discriminazione o aggiungerebbe aggravanti di reato nei confronti di chi il reato lo commette", spiega ai microfoni della RSI Gabriele Piazzoni, segretario generale dell'associazione italiana Arcigay. Il dibattito è acceso, ha visto scendere in campo anche artisti e musicisti famosi, e spacca la politica e l'opinione pubblica.

L'omofobia all'epoca della pandemia

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TG 20 di lunedì 17.05.2021

 
 
ludoC/Radiogiornale-GPD-AV
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