Ignazio Cassis incontra questo venerdì mattina a Mosca il ministro degli affari esteri russo Sergei Lavrov. Il capo del DFAE è giunto giovedì in Russia (per la prima volta dal 2019) in qualità di presidente di turno dell’OSCE, ma si tratta comunque di una stretta di mano delicata nel contesto geopolitico attuale. La Svizzera è stata criticata dal Cremlino per aver aderito alle sanzioni europee per la guerra in Ucraina, nonostante la sua dichiarata neutralità. Secondo l’ex ambasciatore elvetico Thomas Greminger, il passo era comunque necessario. Tuttavia non bisogna avere grandi aspettative.

Radiogiornale delle 07.00 del 06.02.2026 L‘ex ambasciatore svizzero Thomas Greminger che però non ha grandi aspettative. L’intervista di Paola Latorre
RSI Info 06.02.2026, 07:35
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L’attuale direttore del Centro per la politica di sicurezza di Ginevra ricorda che lo scorso anno l’omologo finlandese di Cassis, il quale esercitava la presidenza di turno dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, non aveva mantenuto alcun contatto con la Russia. “Non credo che questo sia in linea con il ruolo dell’OSCE” - ha detto ai microfoni della RSI - “Bisogna parlare con tutti gli Stati membri, anche se questi ultimi hanno commesso le più gravi violazioni dei principi. Come presidente, Ignazio Cassis deve recarsi nelle capitali dei principali attori dell’organizzazione. E tanto più ora che ci troviamo nella fase finale dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. È importante posizionare l’organizzazione sul terreno in questo momento. Quindi penso che doveva farlo”.
Secondo Greminger, “poiché Cassis lo sta facendo nel suo ruolo di presidente di turno, il viaggio non comporta i rischi che una visita bilaterale comporterebbe”. La distinzione del ruolo è quindi essenziale: il ticinese si trova a Mosca per rappresentare l’organizzazione e non la Confederazione. Non è escluso che da parte russa arrivino osservazioni anche specificamente dirette a Berna, ma al centro dell’incontro - la diplomazia russa lo ha già chiarito - c’è quella che il Cremlino definisce “la crisi dell’OSCE”, risultato di “azioni distruttive di alcuni Paesi occidentali”.
Nessun accenno alla guerra in corso in Ucraina. E d’altra parte su quel fronte, secondo Greminger, “non è l’OSCE, non è la Svizzera a definire l’agenda. Dipenderà dai negoziati tra le parti, Russia e Ucraina, con la facilitazione americana. Sarà possibile porre fine alla guerra? All’UE sarà affidato un compito importante, come il monitoraggio del cessate il fuoco? Potrebbe essere, ed è questo l’obiettivo, segnalarlo chiaramente a Mosca, come fatto con Kiev, e sono convinto che Cassis farà lo stesso con il segretario di Stato americano Marco Rubio nei prossimi giorni. Al momento” - ha concluso l’ex diplomatico - “non possiamo avere aspettative maggiori”.






