Il consigliere federale Alain Berset
Il consigliere federale Alain Berset (keystone)

Vaccini, Berset pubblica i documenti

Il Dipartimento dell'interno smentisce le accuse del presidente di Lonza: "Una linea di produzione in Svizzera non è mai stata un’opzione"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La Confederazione ha davvero perso l’occasione di produrre in proprio, in Vallese, il vaccino anti-Covid di Moderna? Della questione si discute da giorni e domenica un lungo articolo della NZZ am Sonntag torna sul punto, con pesanti accuse nei confronti del "ministro" della sanità, Alain Berset, e dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Accuse smentite dal Dipartimento dell’interno, che ha divulgato documenti finora confidenziali.

Produrre il vaccino in casa. La Svizzera lo avrebbe potuto fare, dice in sostanza la NZZ am Sonntag, che rilancia le critiche già formulate giorni fa sulla stampa. Il settimanale zurighese ricostruisce la vicenda dei contatti avviati alla metà di aprile del 2020 tra l’azienda Lonza, che sintetizza il principio attivo del vaccino Moderna, e il Consiglio federale. L’opzione sul tavolo sarebbe stata quella di investire 60 milioni di franchi per allestire una linea di produzione del preparato Moderna nello stabilimento Lonza di Visp, in Vallese. Una linea che avrebbe garantito 100 milioni di dosi all’anno.

E il giornale raccoglie anche le dichiarazioni del presidente del gruppo Lonza che, il primo maggio del 2020, partecipò all’incontro con i rappresentanti dell’Ufficio federale della sanità. Una produzione della Confederazione in Vallese era una delle possibilità, dice Albert Baehny.

Niente affatto, replica però direttamente il Dipartimento federale dell’interno di Alain Berset che, sul suo sito, pubblica documenti e una presa di posizione: "I fatti sui possibili investimenti federali nella Lonza". Una linea di produzione in Svizzera non è mai stata un’opzione, si legge. E a sostegno di questa affermazione vengono diffusi la lettera scritta da Baehny a Sommaruga e Berset, datata 14 aprile 2020, e il verbale della riunione del primo maggio.

Uno scontro frontale decisamente raro nel nostro Paese. E ancora più raro è che un dipartimento diffonda documenti di solito ritenuti confidenziali. Indice del nervosismo che regna su questo tema.

Berset da parte sua aveva già respinto tutte le critiche. “Non sarebbe stato possibile avere accesso al vaccino Moderna, negoziando con Lonza, questo lo si capisce bene”, aveva dichiarato Alain Berset il 12 marzo 2021.

Ma della questione si continuerà molto probabilmente a discutere. E c’è anche la richiesta del PLR di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta.

 
TG/M. Ang.
Condividi