Dopo i primi sintomi simili a quelli dell'influenza, la malattia si manifesta con vescicole e le pustole (Keystone/AP CDC)

Vaiolo delle scimmie, Svizzera senza un farmaco

A differenza dell'UE, la Confederazione non dispone di medicamento omologato - Pietro Antonini: "Non è un gran problema. In caso di bisogno potremmo averlo anche noi"

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A differenza dell'Unione europea (UE) e degli Stati Uniti che hanno approvato il Tecovirimat, in Svizzera non sono autorizzati farmaci contro il vaiolo delle scimmie secondo quanto riporta nella sua edizione odierna la NZZ am Sonntag. L'assenza di un medicamento specifico a livello nazionale è confermata dall'Ufficio federale della sanità pubblica. L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic non ha infatti ricevuto richieste di approvazione negli ultimi anni.

Il primo caso di vaiolo delle scimmie a livello nazionale è stato segnalato sabato in canton Berna. La persona in questione si è infettata all'estero ed è "di mezza età", rileva dal canto suo il SonntagsBlick. Ha sintomi lievi, viene curato ambulatorialmente ed è in isolamento a casa.

RG 12.30 del 22.05.22: l'intervista a Pietro Antonini di Giuseppe Bucci
RG 12.30 del 22.05.22: l'intervista a Pietro Antonini di Giuseppe Bucci
 

Il numero dei casi è destinato a crescere nei prossimi tempi. Anche in Svizzera. Ma è altamente improbabile che si assista a una situazione simile a quella del Covid-19. Il numero delle persone infettate non dovrebbe superare le poche decine. Lo ha affermato alla RSI lo specialista in medicina interna e tropicale Pietro Antonini che nel febbraio 2020 è stato il primo a diagnosticare il primo caso di infezione da SARS-CoV-2. "L’assenza di un farmaco specifico omologato in Svizzera non è un gran problema. Alcuni Paesi ne hanno fatto scorte, per cui se fosse necessario per curare una persona che rischia di avere un decorso grave penso che non dovrebbero esserci difficoltà insormontabili per averlo anche da noi, pur non essendo registrato".

La malattia, solitamente endemica in undici Paesi africani, si è diffusa negli ultimi giorni in diversi Stati occidentali, tra cui Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Portogallo, Spagna e Svezia. Pure Israele, sabato in tarda serata, ha segnalato un primo caso di vaiolo delle scimmie. La persona infettata è un uomo di una trentina di anni "rientrato qualche giorno fa da un viaggio in Europa occidentale ed è ricoverato con sintomi della malattia ma è in buone condizioni di salute " ha detto la direzione dell'ospedale Ichilov di Tel Aviv dove l'uomo è curato. Domenica mattina è stato segnalato un primo caso sospetto anche in Grecia.

Questa patologia è una variante generalmente meno pericolosa del vaiolo, debellato da una quarantina d'anni. I sintomi inizialmente sono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari e alla schiena, ingrossamento dei linfonodi. In uno-tre giorni si manifesta poi un'eruzione cutanea, dapprima sul viso e in seguito sul resto del corpo, con la formazione di vesciche, pustole e croste. Il trattamento è principalmente rivolto ai sintomi. "Nei casi gravi, previo parere di un esperto, può essere somministrata una terapia antivirale con Tecovirimat" si legge sulla pagina dell'UFSP sul vaiolo delle scimme ma, aggiunge, "questo trattamento non è attualmente omologato in Svizzera".

Prevenzione

Non esiste un vaccino specifico contro il vaiolo delle scimmie. I preparati antivaiolo somministrati in passato nel’ambito del programma di eradicazione della malattia (in Svizzera è stato interrotto nel 1972) offrono una protezione efficace.

ATS/AFP/ANSA/Swing
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