Marina Jamnicki, medico cantonale dei Grigioni (rtr)

Visiere inefficaci, evidenza in un hotel

Il medico cantonale dei Grigioni motiva la raccomandazione. Casimir Platzer di Gastrosuisse replica “anche la mascherina non protegge al 100%”

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Non sono sufficientemente affidabili. Anzi, trasmettono una pericolosa illusione di sicurezza. Sono parole chiare quelle della dottoressa Marina Jamnicki, che sconsiglia di utilizzare esclusivamente le visiere in plastica. Lo dice sulla base di un caso empirico: in un hotel engadinese un gruppo di personale che lavorava con visiere s'è contagiato; il gruppo che indossava mascherine invece no. “Non è una prova scientifica”, specifica il medico cantonale retico, “ma ci mostra in maniera esemplare che la visiera non funziona”.

In realtà le raccomandazioni scientifiche già lo dicevano. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica le visiere proteggono gli occhi da una possibile infezione causata da goccioline, ma non bastano per escludere la trasmissione del virus attraverso la bocca o il naso. Non possono quindi essere considerate una sostituzione, ma solo un'aggiunta alla mascherina.

L’irritazione di Gastrosuisse

La questione è rilevante per i piani di protezione elaborati dai vari settori. Coiffeursuisse già prevede che durante il taglio dei capelli il parrucchiere porti una mascherina, e che poi aggiunga uno schermo facciale in caso di contatto ancora più diretto, ad esempio quando taglia la barba, o effettua altri trattamenti al viso.

Più delicata la situazione del piano di protezione per la ristorazione, che equipara le mascherine igieniche alle visiere. Il presidente di Gastrosuisse Casimir Platzer è irritato dal comunicato giunto da Coira: “Sapevamo già che le visiere in plastica non danno una protezione al 100%. Ma nemmeno le mascherine la garantiscono. Questo il medico cantonale grigionese poteva dirlo!”

Casimir Platzer, presidente di Gastrosuisse
Casimir Platzer, presidente di Gastrosuisse (keystone)

Gastrosuisse non prevede quindi di cogliere l’invito ad adeguare il proprio piano di protezione, “anche perché è stato approvato dall’Ufficio federale della sanità pubblica”, conclude Platzer.

Va specificato che durante il servizio coi clienti la mascherina o la visiera sono soltanto una raccomandazione, e non un obbligo, perché il contatto è di breve durata. Diverso il discorso tra colleghi che - ad esempio in cucina o dietro il bancone - lavorano vicini. Su questo punto secondo l'ufficio del medico cantonale grigionese il piano di Gastrosuisse è da rivedere.

Alan Crameri

Condividi