Covid e religione

Il Quotidiano di giovedì 03.12.2020

“Altro che Satana!”

Come si vive la religione in questo periodo di incertezza legato alla pandemia? La parola ai rappresentanti delle religioni monoteiste e del buddismo

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Ha sollevato un polverone la dichiarazione del direttore di Radio Maria: il covid sarebbe la realizzazione del piano di Satana. Cosa ne pensano, in Ticino, i portavoce spirituali delle religioni monoteiste e del buddismo? È lo spunto da cui siamo partiti per capire come stanno vivendo questi travagliati momenti i fedeli dei rispettivi culti.

“Diciamo che sono come tutti i fedeli: vado in chiesa nel momento del bisogno”, afferma il personaggio interpretato da Massimo Ceccherini nel film La principessa e il pirata, recandosi in una chiesetta di campagna per forzare la cassetta delle offerte e rubarne il contenuto. Già, il momento del bisogno… al di là dell’interpretazione dissacrante fornita dal comico toscano, la crisi globale che l’umanità sta vivendo, dovrebbe rappresentare un grande bisogno spirituale. Ma è davvero così? I fedeli, pur contingentati dall’emergenza sanitaria, si recano in chiesa più numerosi di prima? Si vedono volti nuovi? La comunità si rafforza o si indebolisce? Sono quesiti che abbiamo voluto sottoporre non soltanto a un portavoce del Cristianesimo, bensì a coloro che rappresentano i numerosi credenti di fedi diverse presenti in Ticino. Un viaggio che ci ha portato dalla chiesa di San Sebastiano di Chiasso alla moschea e al centro di meditazione buddista di Giubiasco, dalla Chiesa evangelica riformata di Novaggio alla Sinagoga di Lugano. Il punto di partenza è stato il medesimo con tutti: la dichiarazione del direttore di Radio Maria, secondo cui la pandemia sarebbe la realizzazione del mondo di Satana.

“Non siamo soldatini in balia degli dei”

Il parroco di Chiasso don Gianfranco Feliciani sottolinea che la fede cattolica non immagina gli uomini come soldatini impotenti, sottoposti alla volontà di Dio, piuttosto che di Satana. “Siamo noi che dobbiamo agire, contro la pandemia, contro l’emergenza climatica. Fino all’altro giorno attribuivamo a Dio stesso la responsabilità di inondazioni e pandemie e adesso diciamo che è il Diavolo: ma smettiamola! L’uomo non è uno schiavetto in balia di una forza benefica e una forza perversa.” Anche perché, in caso contrario, scomparirebbe la responsabilità umana, aggiunge don Feliciani.

Nonostante l’attività ecclesiastica sia rallentata dalla pandemia, influendo sulle cresime, sulle comunioni e su molti altri aspetti della vita cattolica, il parroco di Chiasso ritiene che questi mesi non siano “tempo perso. Avverto un rapporto nuovo con la mia gente. I fedeli si interrogano.”

“Maometto insegnava già, in caso di malattie, il concetto di quarantena”

L’Imam della Moschea di Giubiasco Luan Ahmeti spiega che nei Testi Sacri dell’Islam esiste la figura di Satana, ma che senza la volontà di Dio non può muovere un dito, esattamente come gli uomini. Ma nel Corano emerge anche il concetto di quarantena: “Quando c’è una pandemia, non uscite dal vostro paese e non portate in giro la malattia. Ne parlava già 1'400 anni fa il profeta Maometto”. Purtroppo anche a Giubiasco, a causa della distanza sociale, non si vede più la massa di fedeli che prega spalla a spalla, ma l’Imam cura i contatti con i fedeli se necessario anche al telefono, non da ultimo con persone ricoverate: “Crediamo che in questo mondo siamo messi alla prova e crediamo che le malattia non siano una punizione bensì una forma di purificazione.”

"Gli ebrei sono abituati a sopportare i capricci di Dio”

Il portavoce della comunità ebraica ticinese Elio Bollag spiega che la figura di Satana è presente nell’Antico Testamento, ma che ciò non giustifica l’attribuzione della pandemia all’arcangelo. “Ci spiace molto e soffriamo alla stessa maniera di tutti i fratelli. Ma ci sono dei calcoli divini a cui non possiamo partecipare…” Bollag sottolinea come la comunità ebraica da secoli e secoli sia sottoposta ai “capricci di Dio”.

“Verso la speranza, verso la luce! Altro che Satana…”

“La pandemia appartiene al Creato. Come affrontarla, questo invece appartiene a noi umani”. Il concetto della speranza è cruciale per la Chiesa evangelica riformata, che tra le due ondate pandemiche ha osservato un aumento di fedeli in chiesa. “Ma da ottobre il numero è calato”. Le persone sono diventate più prudenti, ma il  Pastore Tobias E. Ulbrich nota un costante, enorme bisogno di incontrarsi.

“Non esiste la colpa”

Il maestro Daniele Bollini, acharya del centro di meditazione di Giubiasco, respinge la tesi di Satana, ma più in generale, quella dell’esistenza del Male: “L’uomo è buono, è come un sole che a volte può essere oscurato dalle nuvole, ma c’è sempre, anche di notte, come la bontà potenziale costante degli uomini. Nella tradizione buddista la prima nobile verità è la sofferenza: è considerata un marchio dell’esistenza. È dato per scontato che queste forme di sofferenza si presentano sulla Terra a cadenza regolare, la pandemia fa parte della normalità.

Ci è parso di cogliere un elemento comune, tra le differenti visioni che abbiamo ascoltato. Ovvero, il primo passo per uscire dalle difficoltà lo dobbiamo fare noi. Siamo noi, non gli dei, i protagonisti della pandemia. E se c'è una cosa che certamente vale per i buddisti quanto per i cristiani, i  musulmani o gli ebrei è il punto di partenza: mani disinfettate e mascherina sul volto. Insomma, aiutati che il ciel ti aiuta.

Matteo Bernasconi, Christian Gilardoni
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