Immagine d'archivio (Ti-Press)

“Non so perché l’ho uccisa”

Il giovane che assassinò la nonna a Caslano ammette i fatti, ma contesta la premeditazione

“Riconosco che quella notte è andata come ricostruito dall’accusa”. Il 24enne accusato dell’omicidio della nonna a luglio 2018 a Caslano (vedi correlati), interrogato dal presidente della Corte Marco Villa, ha confermato i fatti, ma contesta di aver premeditato e pianificato il gesto.

Per l’accusa il 24enne ha ucciso in modo barbaro la propria nonna. L’ha colpita almeno 15 volte, con un martello, perché l’anziana donna aveva rifiutato di dargli 200 franchi, che voleva utilizzare per acquistare della cocaina, e per paura che potesse informare il padre e la zia del suo consumo di stupefacenti, con il rischio che venisse trasferito in una clinica specializzata nella Svizzera tedesca. Dopo il delitto ha dato fuoco al pianerottolo della casa, nel vano tentativo di camuffare quanto accaduto e infine, sempre secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, è rientrato a casa, ha lavato i vestiti sporchi di sangue e si è messo a giocare a una console di giochi elettronici.

RG 08.00 dell'11.12.2019: il servizio di Francesca Calcagno
RG 08.00 dell'11.12.2019: il servizio di Francesca Calcagno
 

“Ho preso il martello solo perché pensavo di minacciarla, non so perché poi l’ho uccisa”, ha dichiarato il 24enne incalzato dal giudice Villa, “forse per la rabbia e l’alcool, non sono in grado di spiegarlo”.

Il ragazzo, pallido in volto, lo sguardo basso, è accompagnato da una traduttrice, poiché la sua lingua madre è lo svizzero tedesco. In carcere è seguito dal servizio psichiatrico. Un seguito che “mi ha aiutato a pensare a quello che ho fatto”, ha dichiarato in aula. Il 24enne, lo ricordiamo, è accusato di vari reati, quello principale: assassinio.

CSI-Calcagno/dielle
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