Il luogo della sparatoria in via Vallemaggia (TI-Press)

A Solduno con un arsenale

Il giovane che sparò all’ex compagna aveva anche una pistola soft air, un coltello e un bruciatore da campeggio

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Si portò appresso un vero e proprio arsenale il 20enne sangallese che il 21 ottobre scorso, a Solduno, sparò all’ex compagna, ferendola all’addome. Oltre al fucile poi utilizzato aveva con sé una pistola soft air, un coltello, un bruciatore da campeggio, manette, nastro isolante e prodotti per la pulizia.

L’inchiesta ha ormai ricostruito le fasi di quei minuti di terrore. La ragazza e il nuovo fidanzato se lo trovarono sulla porta dell’appartamento. Con il coltello lui li minacciò, obbligandoli a legarsi l’un l’altro. Al rivale in amore fece mettere anche il nastro sulla bocca e delle cuffiette con la musica, impedendogli di sentire quanto avesse da dire all’ex amica.

Successivamente, per permetterle di zittire il cane slegò la 22enne, che approfittando dell’occasione prese lo spray al pepe, glielo spruzzò addosso e scappò. Il giovane la rincorse e, nell’atrio della palazzina, le sparò attraverso il vetro. Risalito in casa liberò l’altra vittima, telefonò alla madre e aspettò l’arrivo della polizia.

Tentato assassinio (in via subordinata, tentato omicidio) l’accusa ipotizzata. Accusa che il 20enne, difeso da Yasar Ravi, contesta: il colpo – sostiene – partì accidentalmente. Si vedrà. Intanto il procuratore pubblico Roberto Ruggeri ha disposto l’attesa perizia psichiatrica. Il rapporto è stato affidato al dottor Markus Weinmann.

Francesco Lepori
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