Gli iniziativisti prenderanno una decisione sulle proposte del DSS nelle prossime settimane
Gli iniziativisti prenderanno una decisione sulle proposte del DSS nelle prossime settimane (archivio tipress)

A confronto sulle cure dentarie

L'iniziativa per un'assicurazione cantonale in Ticino e le proposte del Governo che potrebbero fungere da controprogetto indiretto

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Proposte che potrebbero rientrare in un controprogetto indiretto. Sono quelle che il Consiglio di Stato ticinese ha formulato all'attenzione dei promotori dell'iniziativa - lanciata nel 2015 - che punta alla istituzione di un'assicurazione per le cure dentarie a livello cantonale. Fra queste, anche l'ipotesi di una sorta di buono annuale, destinato a chi già beneficia di sussidi di cassa malati e utilizzabile nel quadro della prevenzione dentaria.

"Sono proposte volte a migliorare la presa a carico soprattutto della profilassi. Sappiamo che le visite regolari sia dall'igienista sia dal dentista permettono di individuare precocemente se si sono problemi e si evita di deteriorare lo stato di salute dei denti", ha affermato il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, intervistato dalla RSI, aggiungendo che si tratterà naturalmente di valutare l'impatto finanziario e la sostenibilità per le finanze del cantone.

Idee che vengono però qualificate come una controproposta minimalista da Franco Cavalli, primo firmatario dell'iniziativa. "Tra quello che noi proponiamo nell'iniziativa e quanto ci viene fatto balenare, c'è un abisso in quanto noi vorremmo la presa a carico delle spese per le cure dentarie grazie ad una nuova assicurazione cantonale pagata a metà dalla persona e metà dal datore di lavoro. Qui ci si offre grosso modo un voucher per la prevenzione solo per una parte della popolazione", ha commentato.

Gli iniziativisti prenderanno una decisione sulle proposte del DSS nelle prossime settimane. Un eventuale ritiro del testo sarà in ogni caso deciso solo dopo che il dossier sarà passato al Gran Consiglio. L'ipotesi di un'assicurazione cantonale è intanto stata respinta nel canton Vaud: domenica scorsa infatti, un'iniziativa in questo senso è stata infatti bocciata dal 57,5% dei vodesi.

CSI/ARi

 
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