"I prezzi non verranno ritoccati al ribasso" (tipress)

Alimentari: cresciuto il fatturato

Le vendite in Ticino sono aumentate durante il confinamento ma la chiusura dei ristoranti si è fatta sentire. "Frontiere aperte? I prezzi non diminuiranno"

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“Posso abbozzare delle cifre, quelle esatte non sono ancora note, che parlano di un incremento delle vendite nel settore alimentare dal 20 al 30%”: a dichiararlo ai nostri microfoni è Renzo Lucibello, presidente della DISTI, l’associazione dei distributori ticinesi, che alla RSI ha fornito i primi dati sull’aumento della cifra d’affari, mentre erano in vigore le norme anticoronavirus, del commercio di generi alimentari in Ticino, un settore che ha beneficiato anche del divieto di fare la spesa in Italia.

In generale, grossisti e distributori al dettaglio sono andati bene ma con dei distinguo. Ari Lombardi, direttore di Agroval, un caseificio e yogurtificio di Airolo, spiega per esempio “che le vendite nell’ambito della grande distribuzione sono aumentate, ma che nella ristorazione e nell'albergheria sono state pari a zero”.

“C’è stato un forte aumento sulla grande distribuzione, pari al 30%, ma anche una drastica diminuzione per quanto riguarda la gastronomia, pari all’80%”, gli fa eco Marco Bassi, direttore della Federazione ortofrutticola ticinese (FOFT). Complessivamente, il divieto di fare la spesa ha quindi portato a una crescita del 10% del fatturato della FOFT. Il mercato della carne ha invece dovuto fare i conti con un’emorragia provocata dalla chiusura dei ristoranti.

Per quanto riguarda i prezzi, Marco Bassi tiene inoltre a precisare: “Non li abbiamo ritoccati verso l’alto, malgrado la pandemia abbia causato spese supplementari al settore ortofrutticolo”. “Di conseguenza - aggiunge - non verranno ritoccati al ribasso nonostante siano state riaperte le frontiere”.

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TG 20 di lunedì 15.06.2020

 
CSI-GR/ludoC
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