Foto d'archivio (keystone)

Appello per le afghane dal Gran Consiglio

La proposta - accolta a larga maggioranza dal plenum - chiede che il Governo scriva alla Segreteria di Stato della migrazione, affinché riesamini la domanda ed eviti l'espulsione di madre e figlia

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Il Gran Consiglio ha concluso i lavori di questa sessione con una richiesta che riguarda madre e figlia afghane, fuggite dal loro Paese e che, in questo momento, si trovano in Valle Verzasca (Valle che si era già mobilitata per impedire l'espulsione, decisa dalla Segreteria di Stato della migrazione e poi sospesa dal Tribunale amministrativo).

La proposta - accolta a larga maggioranza dal plenum - era stata presentata dal socialista Fabrizio Sirica e sottoscritta da esponenti di Verdi, il Centro e PLR. Il testo chiede che il Governo scriva alla Segreteria di Stato della migrazione affinché riesamini la domanda di madre e figlia in considerazione della situazione di particolare vulnerabilità nella quale si trovano, e perché conceda un permesso di dimora per caso di rigore - evitando così l’espulsione dalla Svizzera. Una richiesta già avanzata dalla Sezione della popolazione, ha reso noto martedì sera la liberale-radicale Cristina Maderni.

Nel breve dibattito - durato poco più di mezz'ora - gli unici a sollevare perplessità sono stati l'UDF e la Lega dei ticinesi. Il voto dell'UDC si è frammentato tra astensioni, contrari e favorevoli come Sergio Morisoli. Il presidente del Governo Claudio Zali non è invece intervenuto.

 

La politica si muove per madre e figlia afghane

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Il Quotidiano di mercoledì 04.01.2023

 
SEIDISERA
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