Per i giovani del Centro e per il Centro stesso, l’informatica, l’intelligenza artificiale e il pensiero computazionale devono essere insegnate in maniera strutturata e obbligatoria, già a partire dalla terza elementare e fino all’ultimo anno delle medie. Lo chiede una mozione, presentata mercoledì, e lo ribadisce ai microfoni della RSI Giovanna Pedroni, presidente dei Giovani del Centro, ai microfoni di SEIDISERA: “Concretamente la mozione chiede di riformare la legge della scuola e quindi aggiornare il relativo piano di studio”.
Che ci sia la necessità di un’educazione all’impiego di questi strumenti è condiviso anche dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. Le opinioni semmai divergono sul metodo. Il Centro vorrebbe delle ore di informatica dedicate, mentre secondo Daniele Parenti, direttore del Centro risorse didattiche del Cantone, l’approccio deve essere più trasversale: “In questo momento molti di questi argomenti vengono portati avanti in modo interdisciplinare. Mentre questa proposta chiede proprio di istituire una materia in griglia oraria per, fondamentalmente, metterci dentro tutto quanto. Noi siamo convinti che un approccio trasversale in tutte le materie, con dei momenti ad hoc, sta portando dei buoni frutti”.
Il progetto del DECS sull’intelligenza artificiale in ambito educativo è iniziato nel 2024, ma ad oggi quali sono i risultati? È davvero necessario proporre ore aggiuntive di informatica? “Per quanto riguarda l’IA stiamo impostando una strategia che sarà messa in consultazione a breve e abbiamo già cominciato tutta una serie di attività formative. Nello specifico stravolgere la griglia oraria può essere anche una proposta interessante, ma la competenza è del Consiglio di Stato. Ci sono degli equilibri con altre discipline e il tema chiaramente non è semplice”.
A due anni dall’inizio dei lavori il DECS presenterà la sua strategia nel corso dell’estate, nella speranza che possa essere applicata al più presto.







