Aquarius, istantanee di vita

La testimonianza di uno dei soccorritori a bordo della nave umanitaria, diretta verso la Spagna, con 629 migranti soccorsi

L'Aquarius si trova di fronte al golfo di Orosei. Il mare è calmo e il vento si è abbassato. Molte persone sono sul ponte a guardare la Sardegna. Sullo sfondo c'è chi dorme, chi lava la biancheria e chi gioca a dama su una scacchiera autocostruita. La situazione sembra più calma degli ultimi giorni, anche se le persone che abbiamo soccorso sono esauste.

L'attuale posizione e la rotta seguita dalla nave umanitaria, verso la Spagna
L'attuale posizione e la rotta seguita dalla nave umanitaria, verso la Spagna (ansa)

Molti continuano a chiedere "quando arriveremo?". Sono in mare già da 6 giorni. Uno sui gommoni e 5 sull'Aquarius. E prima, per mesi nei centri di detenzione in Libia. I mediatori culturali cercano di capire cosa hanno passato. Queste persone raccontano di rapimenti, stupri e torture.

Uno di loro, 18 anni, ci ha raccontato della notte in cui lo abbiamo soccorso, sabato scorso.

"Eravamo 135 sul gommone. Quando siamo partiti era completamente buio. Nessuno di noi aveva un salvagente. Loro volevano molti soldi da noi, nessuno ne aveva abbastanza. Abbiamo passato almeno 24 ore in mare prima di essere soccorsi da voi. Prima che arrivaste, il gommone era quasi pieno di acqua, io ero spaventato. Quando sono finito in acqua era freddo e sono rimasto completamente nudo. La gente attorno si aggrappava a qualunque cosa. Ho dovuto combattere per prendere un giubbino di salvataggio quando li avete lanciati in acqua. Dopo un po' sono riuscito a prenderne uno. Poi mi avete tirato fuori dall'acqua e portato dal medico. Sono grato a ognuno su questa barca"

Alessandro Porro

*Membro di SOS Mediterranée e operatore umanitario a bordo dell'Aquarius

 

 

 

Condividi