Il festival Territori di Bellinzona festeggia nel 2026 il suo decimo anniversario: cinque giorni in cui la città diventa un laboratorio a cielo aperto. Nato dalla collaborazione tra il Teatro Sociale e ZONA’B, il festival ha costruito negli anni una propria identità precisa: portare il teatro fuori dai luoghi canonici e farlo vivere negli spazi urbani, tra piazze, cortili, castelli e scorci inattesi della città. Come ricorda Gianfranco Helbling, ospitato in Prima Ora, l’obiettivo è quello di «uscire dal teatro» affinché gli spettacoli acquisiscano «nuovi significati, entrando in spazi nuovi e inconsueti».

Gli infiniti "Territori" del teatro
Prima Ora 02.06.2026, 18:00
L’edizione di quest’anno intreccia impegno politico, ricerca scenica e attenzione al territorio. Accanto all’apertura affidata alla compagnia Finzi Pasca con «Prima Faccia», il programma ospita tre lavori che affrontano temi politici e storici: dalla resistenza georgiana contro l’invasione sovietica del 1921, raccontata in «Maro» della compagnia Hoi & Tumanishvili Film Actors Theatre (4 giugno), alla memoria della dittatura cilena con «Aprendan del fuego» del Colectivo Pierre Menard (5 giugno), fino al teatro in carcere della Compagnia della Fortezza guidata da Armando Punzo, in scena il 6 giugno con «Fame».
Accanto alle produzioni internazionali, «Territori» continua a essere una piattaforma fondamentale per gli artisti della Svizzera italiana. Helbling lo definisce un «luogo d’incontro e comunicazione fra i protagonisti di questa nuova generazione di artisti», cresciuta negli ultimi anni grazie a una maggiore consapevolezza professionale e alla volontà di «fare rete» e «costruire rapporti». Tra i nomi presenti quest’anno figurano Flavio Stroppini con il radiodramma immersivo «Radio LSD», Margherita Saltamacchia con «Frankenstein, autoritratto d’autrice», Marie-Caroline Hominal con «Rhapsodie Smiley», e Luna Scolari, che presenta il work in progress del suo nuovo spettacolo «In Statu Nascendi». Completano il quadro altri protagonisti della scena locale come Rocco Schira e Raissa Avilés.
A dieci anni dalla sua nascita, «Territori» si conferma dunque non solo un festival di qualità, ma un vero motore culturale per Bellinzona e per l’intera regione. La scelta di collocare gli spettacoli in luoghi inusuali — dai castelli alle piazze — trasforma la fruizione in un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere pubblici diversi e di rinnovare il rapporto tra teatro e città.




