Il modello del progetto vincitore denomiato "strata" (Ufficio tecnico cantonale dei Grigioni)

Bondo rinasce da un progetto

Scelta la soluzione progettuale che permetterà di far tornare alla normalità le località della Val Bondasca martoriate dalla frana del Pizzo Cengalo nel 2017

Il progetto "strata", elaborato per far tornare alla normalità Bondo e gli altri centri della Val Bondasca, si è meritato l’assegnazione di tale compito poiché è “pulito, chiaro e soprattutto bello”, secondo quanto afferma la giuria che l'ha premiato. Un progetto che prevede la realizzazione a Bondo di tre ponti, di tratti di strada, degli argini di Bondasca e Maira e la riconfigurazione dell’abitato di Bondo e dei nuclei circostanti. Lo ha disegnato lo studio Conzett Bronzini Partner SA con sede a Coira.

La struttura che ha individuato la soluzione progettuale vincitrice era presieduta da Anna Giacometti, la sindaca di Bregaglia da sempre in prima linea dopo la frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto 2017 e le colate di detriti che si sono verificate nei giorni successivi. Anna Giacometti ha spiegato che “questo progetto ci ha convinti tutti, poiché in pratica risolve tutti i problemi”, come è il caso del ponte che collegherà Bondo a Promontogno, la cui forma ad arco “ricorda un abbraccio della Val Bondasca”.

“Non va dimenticato che si tratta di un progetto che serve per la protezione della popolazione”, ha ricordato la neoconsigliera nazionale, ragion per cui “oltre a essere bello dà anche la sicurezza necessaria a chi a Bondo, Sottoponte e Spino ci vive e ci vivrà per sempre”. Il progetto sarà realizzato dal 2021 ed avrà un costo di 25 milioni di franchi, sostenuti da Coira e dalla Confederazione.

Bondo guarda al futuro

Bondo guarda al futuro

Il Quotidiano di venerdì 06.12.2019

 
 
Grigioni Sera/Stefano Barbusca/EnCa
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