Canapa light, primo raccolto

Incontro con i ticinesi Pablo e Noe: "Per coltivare siamo stati costretti a spostarci nei Grigioni"

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Pablo e suo cugino Noe sono due ticinesi (25 e 23 anni) che, per riuscire a coltivare la canapa light, sono stati costretti a spostarsi nei Grigioni, in Mesolcina. Impossibile per loro, come per altri coltivatori, trovare un terreno disponibile nel cantone di origine.

"Abbiamo provato a Minusio, dove risiediamo, e in Val Lavizzara, dove abbiamo un terreno, ma ce lo hanno impedito con ordinanze comunali, che vietano le coltivazioni di canapa light a 300 metri da luoghi sensibili, come chiese o scuole", spiega Pablo ai microfoni della RSI.

Non solo business. Pablo e Noe, sono futuri gastronomi, che studiano in Italia all'Università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo, fondata da Carlo Petrini nel 2004. E proprio alla filosofia di Slow Food si ispirano. "Abbiamo chiamato Slow Weed la nostra azienda di prodotti derivati dalla canapa perché crediamo in un'economia circolare e abbiamo un'attenzione particolare per la sostenibilità e il riutilizzo delle risorse".

Intanto il primo raccolto è stato fatto e con quello, sono arrivate anche le prime soddisfazioni. "Non solo sigarette alla canapa. Abbiamo già contatti per vendere anche creme e oli derivati dalla cannabis".

M. Ang.

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