Autoronchetti di Coldrerio e garage Nessi di Cadenazzo ricorreranno contro la sanzione (archivio TI-Press)

Cartello Volkswagen tra scuse e ricorsi

AMAG e altri quattro rivenditori accettano la sanzione, due garage ricorrono – Heinemann (COMCO): “Danni a privati e ai contribuenti”

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"È stata una grave scorrettezza". La Commissione svizzera della concorrenza (la COMCO) ci è andata pesante sul cartello illecito costituito in Ticino nella vendita di veicoli nuovi del gruppo Volkswagen.

Il cartello secondo le verifiche della COMCO funzionava così: nella prima fase le sette aziende si spartivano gli appalti pubblici, in un primo tempo a questi appalti partecipava solo AMAG che poi condivideva i profitti. Nella seconda, che è andata dal 2010 al 2018, le aziende si dividevano i contratti. C'era poi un coordinamento dei prezzi: le aziende si accordavano sugli sconti massimi da praticare ai clienti. Infine, c'è stata una spartizione del territorio cantonale. Ogni commerciante doveva limitarsi alla propria aerea e non fare offerte vantaggiose fuori dalla sua zona.

“Si tratta di una grave violazione della legge sui cartelli che danneggia il pubblico in generale – dice ai microfoni della RSI il presidente della COMCO Andreas Heinemann – Quando poi si tratta di appalti pubblici, danneggia anche le autorità locali e di conseguenza il contribuente. È stata una grave scorrettezza”.

La multa si basa sulla cifra d'affari realizzata nei 12 anni di cartello; è di 44 milioni di franchi e la parte più consistente (i dettagli non ci sono stati forniti) la pagherà AMAG, che come già scritto stamane ha accettato il provvedimento della COMCO.

AMAG è infatti l’attore principale della vicenda e ha ammesso le sue colpe, spiegando che si è trattato del comportamento scorretto di alcuni dipendenti e non di un problema sistemico. Il problema è che per 12 anni nessuno si è accorto di nulla: “In quella situazione sì, possiamo dire che c’è stata mancanza di controllo – dice alla RSI il direttore di AMAG Ticino Sandro Schwager – Possiamo però dire che per come ci siamo riorganizzati ora, creando il “Motor change Ticino”, abbiamo rivisto tutta la nostra attività in Ticino. Inoltre abbiamo sviluppato il settore compliance professionale nel nostro gruppo, con particolare attenzione alla formazione del personale e alla sensibilizzazione sui temi da "tolleranza zero’”.

Insomma secondo AMAG non capiterà più. Per quanto riguarda i sei rivenditori coinvolti, quattro hanno accettato la decisione della COMCO (alcuni precisando di avere avuto solo un ruolo marginale e passivo) e si sono scusati; due invece si opporranno alla decisione: Autoronchetti di Coldrerio e, secondo le nostre verifiche, il garage Nessi di Cadenazzo, dal quale però non abbiamo ancora ricevuto conferma.

Danno sì o danno no?

AMAG si è però anche difesa affermando che la COMCO non ha stabilito che i clienti abbiano subito un danno. Ed effettivamente è così, anche perché non è suo compito farlo, perché – ci hanno spiegato – sarebbe una procedura troppo lunga e complessa. Il presidente dell’organo di controllo nell’intervista rilasciata alla RSI ha però sostenuto che danno c'è stato.

Lo abbiamo fatto notare a Sandro Schwager, direttore di AMAG Ticino: “In quattro anni di indagini, in cui noi siamo stati molto collaborativi, non ci risulta nessun danno nei confronti dei clienti. La multa è dovuta esclusivamente alla violazione della legge sui cartelli, questo è l’unico danno secondo noi”.

In linea di principio i clienti potrebbero rivolgersi a un tribunale civile per chiedere un risarcimento, una procedura che risulta però difficile.

Il Ticino non sarà un “osservato speciale”

E sempre per quanto riguarda le conseguenze della vicenda, il presidente della COMCO Andreas Heinemann ha spiegato che il Ticino non sarà un osservato speciale d’ora in poi: “Noi non effettuiamo un monitoraggio speciale dei mercati che in passato sono stati interessati da un cartello. Secondo la nostra esperienza, dopo il nostro intervento il sistema di concorrenza ricomincia a funzionare. La COMCO però naturalmente è sempre aperta a segnalazioni, se qualcosa va storto nel mercato dell'auto in Ticino siamo disponibili a parlarne” conclude Heinemann.

Francesca Calcagno/dielle
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