Immagine d'archivio (Ti-Press)

Casinò e OCST, pace ancora lontana

Un'indagine commissionata dalla casa da gioco di Lugano mostra come i salari non siano bassi e il clima interno non sia malsano, ma il sindacato chiede maggiore trasparenza

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I salari al casinò di Lugano non sono troppo bassi (sono superiori a quelli di Mendrisio e Locarno, dove vige il CCL) e il clima di lavoro non è malsano. È quanto emerge da un'indagine commissionata dalla casa da gioco, dopo alcune segnalazioni giunte negli scorsi mesi dall'OCST. I risultati mostrano inoltre che il turnover del personale è stabile negli anni, che i frontalieri diminuiscono di anno in anno, a favore dei residenti, e che i contratti su chiamata sono inferiori alla media del settore.

Fatti che non soddisfano a pieno Lorenzo Jelmini, vice segretario regionale OCST: "Siamo contenti che hanno eliminato quei contratti individuali che avevamo denunciato per stipendi eccessivamente bassi. D'altra parte restano ancora in sospeso due aspetti su cui non abbiamo avuto fino in fondo chiarezza: la questione retributiva e il clima interno, che a noi non risulta così positivo come viene dipinto".

Sugli stipendi soppressi, pronta la risposta di Emanuele Stauffer, presidente del CdA del Casinò: "Non è che abbiamo deciso di abbandonarli a fronte delle critiche rivolte, ci sono contratti che erano stati abbandonati l'anno scorso. Erano figli di un'esigenza specifica del 2019, dopo la chiusura di Campione. Erano dei contratti di formazione. Ancora oggi vorrei censurare come la cosa era stata presentata, sembrava che questi contratti fossero la norma, mentre rappresentavano lo 0,2% della massa salariale".

La pace sembra essere dunque ancora lontana: il sindacato sottolinea di aver parlato con una cinquantina di dipendenti e ribadisce le critiche già formulate, mettendo in dubbio quanto emerso: "Ci dispiace non poter confermare la validità di questo studio, perché a noi non è stato reso noto", sottolinea lo stesso Jelmini.

Quella di non fornire tutti i dettagli è stata una scelta dettata dai rapporti poco idilliaci tra le parti, ha ammesso Stauffer: "È vero, abbiamo deciso di procedere dando il risultato di questo studio. È una scelta che scaturisce da come si è sviluppato il discorso tra il casinò e il sindacato. Procedere tramite stampa, con attacchi non certo mirati e che in buona parte si sono rivelati infondati, non è stata un'iniziativa che abbiamo apprezzato. Le basi sui cui si sono innestate le discussioni non erano delle migliori".

Il Casinò di Lugano respinge le accuse

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Il Quotidiano di mercoledì 04.08.2021

 
CSI/FD
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