L'amara pillola per il 2023 (Keystone)

Casse malati, "la politica sia più coraggiosa"

Dopo l'annunciata stangata, l'esperto Carlo De Pietro spiega perché la sanità continua a limare la ricchezza: "Un'inversione è irrealistica"

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“La sanità è destinata a limare via via una quota crescente della ricchezza prodotta in Svizzera”. Lo dice Carlo De Pietro, esperto di gestione sanitaria della SUPSI . Dopo la stangata annunciata ieri, martedì, dei premi di cassa malati che in Ticino aumenteranno in media del 9,2% la politica, con il direttore del Dipartimento della sanità e socialità Raffaele De Rosa, ha parlato di “ingiustizia che pesa come un macigno sulle famiglie”.

 

Il professore De Pietro spiega invece ai microfoni della RSI perché tutti gli sforzi per frenare la spesa delle cure si sono rivelati vani: "Sì, tanti sforzi, ma si ottiene poco. Tra le ragioni, vi è il fatto che la velocità di aumento della spesa sanitaria è maggiore di quella della crescita della ricchezza nazionale".

Secondo l’esperto è un fatto fisiologico. A ciò si aggiunge "il blocco di interessi molto rilevanti all’interno dei meccanismi tipici del sistema politico e istituzionale svizzero". In futuro dovremo attenderci altri aumenti. "Il cambiamento di tendenza non è realistico” sostiene Carlo De Pietro -. La tecnologia e il progresso tecnico in generale favoriscono un aumento della produttività. La sanità invece è un settore ad alta intensità di lavoro. Dunque l’aumento della produttività non può essere così veloce".

Il professore della SUPSI si dice contrario ad una qualità inferiore per abbassare i costi. Il suo sguardo è piuttosto volto alla politica: "È chiaro che le sfide della sanità forse richiederebbero dei processi un po' più forti, più decisi, che però devono trovare gli spazi istituzionali. La politica dovrebbe essere certamente un po' più coraggiosa. D’altro lato abbiamo un sistema che confrontato con altri Paesi è veramente complesso. Fatto di tanti cantoni, di tantissimi erogatori di cure, di tanti gruppi d’interesse, di tante casse malattia". L’impresa, insomma, resta improba e la pillola amara.

 
SEIDISERA-Broggini/Spi
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