Il castello di Montebello (tipress)

Castelli, "gestione da cambiare"

Le conclusioni dell'audit sull'ammanco di 580'000 franchi negli ultimi vent’anni. Il sindaco Mario Branda: “Avviati progetti senza coperture finanziarie”

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Una serie di disfunzioni nella gestione dei castelli: le ha messe in evidenza l'audit commissionato dal Municipio di Bellinzona, per fare chiarezza sull'ammanco di 580’000 franchi accumulato negli ultimi vent’anni. Il prossimo passo - spiega alla RSI il sindaco Mario Branda – è apportare una decisa correzione di rotta nel sistema di gestione dei tre manieri che appartengono al patrimonio UNESCO.

“Nel corso delle prossime settimane decideremo cosa fare riguardo la gestione futura dei castelli”, spiega Branda, “ovvero se ci sarà un periodo transitorio nel 2019 o se un cambio debba già avvenire nelle prossime settimane o mesi”.

Nuove modalità gestionali dunque, che verranno definite anche grazie all'atteso studio per la valorizzazione dei castelli e con uno dei tre attori coinvolti, l'Organizzazione turistica regionale (OTR) Bellinzona e Alto Ticino, che l'anno prossimo subirà un ricambio importante del proprio consiglio di amministrazione. In primis: la presidenza.

Nessun illecito penale

Per quanto concerne le conclusioni dell'audit con il quale si è tentato di fare chiarezza sul buco di 580'000 franchi, registrato proprio nella contabilità dell’OTR, non sono stati evidenziati illeciti penali. I problemi emersi, spiega ancora il sindaco, “sono legati a disfunzioni di tipo gestionale-amministrativo: in particolare al fatto che a suo tempo sono state prese decisioni o adottate iniziative le quali, tuttavia, non avevano la necessaria copertura finanziaria. Una situazione che non è stata corretta nel tempo, anzi si è riproposta nel corso degli anni. Alla fine, si è dunque arrivati a questo ammanco”.

Soldi usati per svolgere "un ingente numero di attività"

“La gestione dei castelli non era sicuramente ottimale - continua Branda –, tenuto anche conto del numero di attori coinvolti (i castelli sottostanno a una convenzione siglata da cantone, città e OTR, ndr.), forse non era neppure più tanto chiaro chi aveva la responsabilità e sicuramente non è stato favorito il flusso delle informazioni; questi soldi non sono comunque andati persi, sono stati impiegati per svolgere un ingente numero di attività”.

Resta ora da stabilire in che misura coprire la perdita: ognuno dei tre partner coinvolti potrebbe perciò essere chiamato alla cassa.

CSI/Red.MM

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