Da lunedì in Ticino ripartono anche i giardineri, ma solo per interventi urgenti (Keystone)

Chi torna al lavoro, chi no

Gli imprenditori: "Nessuna forzatura da parte nostra". Il sindacato OCST, invece, denuncia pressioni

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In Ticino l'economia si prepara alla prossima tappa dell'emergenza, che inizierà dopo Pasqua, con il parziale allentamento delle restrizioni per l'industria e l'artigianato. Ma le misure annunciate dal Consiglio di Stato, secondo le associazioni di categoria, non porteranno a una ripresa significativa dell'attività di questi settori.

Pochi infatti saranno quelli che potranno beneficiare delle nuove autorizzazioni: ad esempio chi svolge attività che non prevedono un contatto con i clienti, oppure gli artigiani che operano singolarmente. Per l’edilizia e per l’artigianato di cantiere, invece, lo shut lockdown rimane.

Il padronato tuttavia si dice consapevole del fatto che la situazione sanitaria è ancora critica di modo che, per logica, ogni tentativo di forzare i tempi sembrerebbe scongiurato. "Quello che nessuno vuole è una falsa partenza", dice Piergiorgio Rossi dell'Unione delle associazioni dell'edilizia ticinesi. "Le pressioni dell'economia ci sono - ribatte invece Giorgio Fonio del sindacato OCST - come quegli imprendoitori che hanno ricevuto l'accesso al lavoro ridotto e poi licenziano ugualmente. Nel settore alberghiero, ad esempio".

Luce verde da parte del Governo l'hanno ottenuta i giardinieri, ma anche loro solo per lavori urgenti legati alle necessità della stagione e, chiaramente, nel rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale.

mpe
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