Il direttore della Camera di commercio del canton Ticino, Luca Albertoni (Ti press)

"Chiediamo di sospendere determinati tributi"

Il direttore della Camera di commercio del canton Ticino, Luca Albertoni: "Vista la difficile situazione per le imprese, lo Stato dovrebbe intervenire"

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L'incertezza internazionale e gli effetti sull'economia sono stati i temi che - era inevitabile - hanno caratterizzato la 105esima assemblea della Camera di commercio del canton Ticino, organizzata venerdì sera a Bellinzona. Presenti, tra gli altri, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis e i consiglieri di Stato Christian Vitta e Claudio Zali.

Ed è proprio a Confederazione e autorità cantonali che la Camera di commercio ha voluto rivolgersi... Prima la pandemia, poi il conflitto Russia-Ucraina, il franco svizzero che si è rafforzato, le difficoltà nel reperire le materie prime (che quindi diventano più care), per non parlare del prezzo della benzina e della preoccupazione per l'energia. Tutto questo complica il lavoro di molte imprese, perché diventa difficile pianificare l'attività e gli investimenti. Dalle autorità si vorrebbe quindi un gesto politico di sostegno un po' più concreto, pratico.

A livello cantonale poi la Camera di commercio vorrebbe riforme fiscali per migliorare la competitività del Ticino.

Qualche ora prima dell'inizio dell'assemblea e proprio su questi temi, la RSI ha intervistato il direttore della Camera di commercio del canton Ticino, Luca Albertoni.

La preoccupazione per l'approvvigionamento energetico tocca ovviamente un po' tutti, anche l'industria, l'artigianato e i servizi che rappresentate come Camera di commercio del Canton Ticino. Voi fate delle richieste all'autorità comunale, cantonale e federale... parallelamente le chiedo: cosa state facendo voi per i vostri associati?

"Le richieste vanno nel senso di sospendere almeno determinati tributi pubblici che, forse, non sono indispensabili per gli enti pubblici, ma che potrebbero dare un leggero sollievo. Sarebbe un segnale importante di sacrificio, un po' da parte di tutti e credo che ci siano delle cose a cui lo Stato potrebbe rinunciare, almeno temporaneamente, per favorire un po' le aziende, soprattutto vista l'esplosione dei prezzi che, al momento, sembra ancora incontrollata".

I costi energetici si riverseranno magari in maniera inevitabile, sul costo dei prodotti. È un rischio concreto oppure è un rischio che si può evitare?

"Il rischio c'è. È chiaro che la situazione delle aziende è molto variegata, a dipendenza un po' delle aziende stesse, delle dimensioni dei prodotti, eccetera. Quindi è difficilissimo fare un discorso generale. Una certa ricaduta sui prezzi al consumo, poi, è praticamente quasi inevitabile. L'entità però, oggi è difficilmente valutabile. Per cercare di evitare un po' questa cosa, noi stiamo discutendo in maniera molto intensa con le aziende di distribuzione elettrica. In particolare tutte le aziende ticinesi, per cercare di capire se vi sono margini per calmierare un po' i prezzi nel limite dei margini ridotti che hanno le aziende fornitrici di energia in Ticino (anche loro devono comprare l'energia sul mercato libero). Non è facilissimo trovare una soluzione che possa andare bene per tutti senza creare discriminazioni. Ci stiamo lavorando soprattutto per andare a sostegno di quel più o meno 10% di aziende che si ritrovano in gravissime difficoltà a causa del mercato. Quindi se riusciamo a trovare una soluzione concordata, almeno transitoria, questo potrebbe aiutare le aziende".

Come Camera di commercio chiedete anche riforme fiscali sul piano cantonale. Il direttore del dipartimento Finanze ed Economia, Christian Vita, ha spesso detto negli ultimi anni che è uno dei suoi obiettivi rendere il Ticino più competitivo e attrattivo. E proprio il Cantone sta già lavorando su questi aggiornamenti fiscali. Detto brutalmente, cosa volete di più?

"Ci sono vari scenari. Una cosa importante è cominciare a far entrare in vigore quanto il popolo ha già votato qualche anno fa. Perché il rischio è che, magari, vista un po' la particolarità della situazione, si dica "ma no, facciamo entrare in vigore più tardi queste agevolazioni fiscali votate dal popolo per le aziende". Questo sarebbe un errore. È chiaro che anche il Ticino, come il resto della Svizzera, è confrontato con questa nuova forma di tassazione internazionale che cambierà le regole del gioco in maniera importante e quindi una forte parte di concorrenza fiscale si sposterà sulle persone fisiche, dove noi notoriamente non siamo concorrenziali a livello svizzero".

 
SEIDISERA/Pervin Kavakcioglu/Red.MM
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