Fatti avvenuti fra le mura domestiche "dove un bambino dovrebbe essere al sicuro" (tipress)

Cinque anni per abusi sulla figlia

Condannato il padre 37enne a processo giovedì a Lugano. Ordinato un trattamento stazionario

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È stato riconosciuto colpevole e condannato a 5 anni l'uomo a processo oggi a Lugano per atti sessuali su sua figlia minorenne. La Corte delle assise criminali presieduta da Amos Pagnamenta ha sospeso la pena e ordinato un trattamento stazionario.

L'accusa, rappresentata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri, aveva chiesto per l'imputato una condanna a 7 anni e mezzo per tentata violenza carnale, mentre la difesa (l'avvocato Stefano Pizzola) aveva chiesto non più di 4 anni. All'imputato, che aveva subito a sua volta in passato abusi dal padre, è stato riconosciuto di non aver avuto rapporti completi con la bambina. Senza per questo voler sminuire "fatti gravissimi", una decina di episodi avvenuti durante i diritti di visita fra le mura domestiche, "dove un bambino dovrebbe essere al sicuro" e non essere "trasformato in un oggetto sessuale".

L'uomo, che malgrado mesi di terapia secondo la corte dimostra di non aver capito la portata dei suoi atti,  è stato quindi condannato per coazione sessuale e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere.

 

 
CSI/pon
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