Un prezzo minimo andrà a remunerare in Ticino i privati che producono energia da fonti rinnovabili e la mettono in rete a beneficio di tutti. È la principale novità fra quelle contenute nelle modifiche del Regolamento del fondo per le energie rinnovabili (FER), comunicate giovedì ma già in vigore dall’inizio dell’anno.
La novità riguarda gli impianti che hanno beneficiato di un contributo all’investimento e con una potenza inferiore a 150 kW, quelli domestici. Si applicherà nei momenti in cui il valore di ritiro dell’energia scenderà sotto le soglie citate. La differenza fra il prezzo e di mercato e la soglia minima verrà corrisposta prelevandola dal fondo FER. In questo modo si intende incentivare maggiormente la produzione da parte dei privati, assicurando condizioni più attrattive per gli investimenti.
I valori per il 2026
I valori Rmin FER fissati per il 2026 (escluse le garanzie d’origine) sono i seguenti:
Impianti < 30 kW: 4.0 ct./kWh
Impianti tra 30 e 150 kW senza autoconsumo: 5.0 ct./kWh
Impianti tra 30 e 150 kW con autoconsumo: rimunerazione definita in funzione del prezzo medio di mercato trimestrale, considerando 4.0 ct./kWh per la quota di potenza inferiore a 30 kW e 0.0 ct./kWh per la restante quota media della categoria.
L’adeguamento a livello cantonale va in parallelo a quello a livello federale degli incentivi per la produzione fotovoltaica e idroelettrica.
L’altra novità annunciata è l’introduzione della possibilità di far parte di una Comunità locale di energia elettrica ai sensi della legge federale, il che consente di commercializzare l’energia prodotta attraverso la rete pubblica all’interno di un quartiere o di un Comune, liberandola dal vincolo di vendita all’AET. L’Azienda elettrica ticinese continua in questo caso a ricevere unicamente quella in esubero.







