Lupo, soluzioni e ostacoli

Il Quotidiano di martedì 17.05.2022

Come difendersi dal lupo

Recinzioni elettrificate, cani da protezione, pastori e collari tecnologici sembrano essere gli strumenti più efficaci per tenerlo lontano; ma gestirli od ottenerli non è così facile

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La presenza del lupo preoccupa. Preoccupa ormai, non solo gli agricoltori e allevatori che ogni anno portano nella stagione estiva i loro animali agli alpeggi, ma anche chi rimane più in basso. La sua presenza si fa sentire. Il problema più grande è stabilire delle regole di convivenza. Ma non solo.

Dopo le ultime predazioni avvenute a Cerentino, in alta Valle Maggia (vedi articoli correlati), il tema è ritornato a far parlare e divide. Proprio l’Associazione comuni valmaggesi, il 10 maggio, in una lettera indirizzata al Consiglio di Stato ha chiesto l’abbattimento “di questi esemplari divenuti ormai ingestibili”, ma il predatore, si sa, è una specie protetta sulla base della Convenzione di Berna. 

Ancora approfondimenti sul lupo

Ancora approfondimenti sul lupo

Il Quotidiano di mercoledì 11.05.2022

 

Recinzioni, cani e pastori

Negli anni, i contadini si sono dotati di nuovi strumenti per proteggere il loro bestiame. Ci sono le recinzioni elettrificate antilupo, i cani da protezione e i pastori. Ma non tutto è come sembra. Le recinzioni sono sì utili, ma soprattutto su quei terreni regolari e più pianeggianti. È invece complicato installarle su quelli più sconnessi, tipici delle zone più alte di montagna usate proprio nei mesi caldi. Il cane da protezione delle greggi è forse il capitolo più complicato. Nel Canton Ticino sono pochi gli allevatori che ne possiedono uno. Come mai? Da una parte l'iter impegnativo per ottenerli, dall’altra la lunga lista di attesa. Le razze di cani che possono fare questo lavoro sono solo due: i "montagna dei Pirenei" e i maremmani-abruzzesi (i Grigioni hanno deciso di aprire ad altre razze lo scorso anno). Alle difficoltà di poter contare su questi quattro zampe, si aggiunge la complicata convivenza con escursionisti e ciclisti che possono entrare in conflitto con questi cani. Per questo motivo, diversi contadini, per evitare possibili incidenti, preferiscono non averli.

Pecore al pascolo a Olivone
Pecore al pascolo a Olivone (AlesS)

Rimane poi la possibilità di avere un aiuto grazie alla presenza di uno o più pastori. Ma non è facile trovarli e chiaramente hanno un costo, che non tutti possono permettersi.

Il progetto pilota della Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta, intanto, a partire da giugno, verrà testato un nuovo strumento: un collare speciale capace di emettere ultrasuoni che tengono lontano i canidi, lupo compreso. Sono in totale nove le aziende che partecipano a questo esperimento. Il dispositivo viene applicato sul collo dell’animale come se fosse una campana e un sensore raccoglie diverse informazioni: dal battito cardiaco ai tempi di movimento. Queste reazioni, se anormali, permettono al dispositivo di entrare in funzione. Allo stesso tempo, tutti i dati raccolti vengono trasmessi grazie ad alcune centraline posizionate accanto ai pascoli e vengono convogliati in una banca dati, per poi essere analizzati.

Il lupo insomma ha obbligato i contadini a trovare degli strumenti per proteggere le loro greggi. Alcuni si sono trovati costretti a cambiare le loro abitudini: il vago pascolo, per esempio, è stato abbandonato da molti, perché considerato troppo a rischio. Da che esiste la pastorizia, esistono i predatori. Vero è, che riuscire a rispondere alle necessità di tutti, rimane un lavoro da grandi equilibristi.

Alessandra Spataro, Davide De Nigris
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